Concorrente bando la Buona Grafica 2020


PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL

Sono Pordenonelegge la Festa del libro con gli autori e nasco a Pordenone nel 2000. Sono il frutto della storia d’amore tra una istituzione, la Camera di Commercio IAA - per primo il suo Presidente - e la sua città. Il connubio è indissolubile già dal nome che porto e in breve trasformo un territorio in cui si produce e si esporta, nel palcoscenico di una delle più prestigiose realtà di richiamo culturale italiane e non solo. Al grigio delle fabbriche posso finalmente affiancare il giallo della letteratura, e il benessere economico diventa anche sociale: aumentano il lettori di tutte le età, le associazioni, le iniziative a tema. Cresco in una Pordenone sana e felice, nella quale è maturata la consapevolezza che la cultura aiuta l’economia. Nel 2013 ho bisogno di fortificarmi ma devo svincolarmi dai lacci richiesti all’istituzione camerale. In piena e vulcanica adolescenza mi danno una nuova mamma: Fondazione Pordenonelegge. Lei mi consentirà di crescere, seppur con disciplina, con maggiore libertà e autonomia. Del mio passato ricordo con tenerezza il mio primo anno di vita: 28 autori, 3 giorni di evento, qualche location cittadina e, a cullarmi un piccolo gruppo di angeli custodi (sono i fantastici ragazzi volontari che si prendono da sempre cura di me). In un lampo mi ritrovo già al mio 20° compleanno, nel 2019: i giorni di festa sono diventati 5 e li condivido con 650 autori, 366 eventi, oltre 60 prime letterarie, 31 sedi, 150 realtà coinvolte, 93 partner, 130 fornitori, 225 angeli, 300 giornalisti, 53 incontri con la stampa e lui...un meraviglioso pubblico di 130.000 persone. Che festa! L’anno dopo tremo. Ma non mi posso fermare e con me la mia città, con il suo centro e i suoi esercizi provati da un caos inaspettato. Desideriamo tornare alla normalità. Chi può fare a meno dei sorrisi della gente, del profumo dei libri, degli incontri che sollevano lo spirito? Ci siamo dati da fare tutti. Ed è stato di nuovo e ancora giallo! Mi sdoppio e divento anche digitale, così prendono vita 141 eventi, con 250 protagonisti di cui 52 in collegamento, 28 prime, 21 sedi, 2 piattaforme, 100 realtà coinvolte, 175 angeli e sempre il mio pubblico, ancora più rispettoso e partecipe. Le vicissitudini non hanno permesso a tanti di venire da noi, e allora abbiamo colto una grande opportunità: siamo andati noi da loro! Così il 2020 insieme alle parole e ai sorrisi, ha portato il nostro colore in altri 7 Comuni vicini, gialli di gioia, per la prima volta. Ci siamo fusi...ed è stato solo un inizio. Un nuovo futuro: insieme io e la mia città.


PRESENTAZIONE DEL PROGETTO GRAFICO

Per Pordenonelegge la grafica è sempre stata una parte strategica dell’intero progetto. Non un semplice supporto alla comunicazione ma una parte integrante dell’esperienza culturale che la manifestazione ha sempre inteso veicolare: la letteratura come un momento di piacere, misto di divertissement e impegno, aperto a tutti.

Per tali ragioni la grafica non è mai stata intesa come un esercizio di stile ma un’occasione per creare connessioni, dialoghi, incontri. Il progetto grafico ha volutamente abbandonato cliché sulla letteratura, forme archetipe e collaudate, per lasciare il posto al gioco sulla metafora con l’impiego di oggetti della quotidianità utili a interrogarsi sul valore della lettura e sul piacere che essa deve, prima di ogni cosa, trasmettere.

Le nostre immagini guida sono così diventate un viaggio nella sorpresa, nell’inaspettato, nel mai visto. Diverse a ogni edizione, sono parte di un tassello narrativo, di una storia che il singolo può alimentare conferendo sempre nuove interpretazioni. Proprio come i libri che con le loro trame entrano nel vissuto del lettore e in base a questo ne assumono un individuale significato.

Ogni anno la grafica ha saputo diventare un vero e proprio momento d’attesa per tutta la città e il pubblico del festival. È infatti l’immagine a creare l’identità esteriore del festival, come il segno grafico lo è della parola. L’apprezzato approccio “fuori dagli schemi” ha saputo estendersi oltre ai classici supporti comunicativi, on line e off line, e diventare un mantello per vestire l’intera città coinvolgendo, in primis, le attività commerciali che creano le loro vetrine in base all’immagine grafica dell’edizione, per l’intera durata del festival. Una sfida che, negli anni, ha ricoperto edifici, costruito piazze, colorato una città di giallo e nero, i colori del nostro festival.




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