Festival come laboratori di cambiamento: online il nuovo numero di Comunicazioni Sociali


È disponibile e scaricabile gratuitamente l’ultimo numero della rivista scientifica Comunicazioni Sociali, pubblicata da Vita e Pensiero. Il fascicolo, intitolato Cultural Festivals as Tools of Sustainable Innovation and Social Change, è curato da Giulia Alonzo, Luca Monti, Oliviero Ponte di Pino, insieme alla professoressa Emma H. WoodIl numero affronta in modo articolato il ruolo dei festival culturali come spazi di partecipazione, innovazione e trasformazione sociale, mettendo in dialogo studi teorici e casi di studio internazionali. I festival emergono come veri e propri laboratori di cambiamento, capaci di intervenire su questioni cruciali quali sostenibilità, inclusione, cittadinanza culturale, diplomazia e giustizia sociale.

Ancora prima di aprire il fascicolo, la copertina si impone come un’immagine volutamente perturbante, che richiama la fragilità intrinseca delle manifestazioni culturali e la necessità di un ascolto attento e continuo dei territori nei quali esse prendono forma. Un ringraziamento va a Festa di Teatro Eco Logico di Stromboli per aver messo a disposizione questo scatto di grande forza simbolica, realizzato dal fotografo Sebastiano Cannavò, capace di sintetizzare visivamente le tensioni, le responsabilità e le possibilità di trasformazione al centro del numero.

Ad aprire il fascicolo è il saggio introduttivo dei curatori Laboratories for Change: Cultural Festivals as Spaces of Participation and Innovation, che definisce il quadro teorico del numero e propone una lettura dei festival come dispositivi culturali in grado di generare valore sociale e innovazione sostenibile. L’indice prosegue con contributi che esplorano i festival da prospettive diverse:

  • Claudio Bernardi, Towards a Poor Festival. The Alliance between Feasts and Cultural Festivals, riflette sul rapporto tra feste popolari e festival culturali, interrogandosi su modelli alternativi e meno spettacolari di produzione culturale.

  • Michele Filippo Fontefrancesco, When Does a Local Food Festival Become a Cultural Festival? Reframing the Sagra as Community Device in Contemporary Italy, analizza la trasformazione delle sagre in dispositivi di costruzione comunitaria.

  • Guido Capanna Piscè e Luca Olivari, Reframing Festival Communication: Towards a Theory of Networked Sustainability Storytelling, propongono una rilettura della comunicazione dei festival in chiave di sostenibilità e narrazione reticolare.

  • Hakan Erkiliç e Senem A. Duruel Erkiliç, On the Sustainability Policies of Film Festivals, esaminano le politiche di sostenibilità adottate dai festival cinematografici.

  • Russ Hunter e Alexia Kannas, “Horror in Defence of the Planet!”: Sustainability and Fan Cultures at the European Genre Film Festival, indagano il rapporto tra cultura fan, cinema di genere e discorsi ecologici.

  • Pierluigi Musarò e Monica Sassatelli, How to Manage the Paradox? Festival and Heritage as Sites of Responsible Encounter with Otherness, affrontano il tema dell’incontro con l’alterità nei contesti festivalieri e patrimoniali.

  • Athira Manoharan, Inclusivity through Outdoor Festivals: An Analysis of the Spatial Performativity of the “Kerala Literature Festival”, analizza l’inclusività attraverso la dimensione spaziale dei festival all’aperto.

  • Fabrizia Pasciuto, Mariaeugenia Parito e Assunta Penna, The “Sanremo Festival” as a Transgenerational Mediated Ritual: Bridging Pop Culture and Civic Engagement, rileggono il Festival di Sanremo come rituale mediale capace di connettere generazioni e partecipazione civica.

  • Rita Grácio e Adalberto Fernandes, The Politics of Cultural Festivals: How to Celebrate in a Tainted Place?, si interrogano sulle implicazioni politiche della celebrazione culturale in contesti controversi.

  • Hasan Saliu, Theatre Festivals as Instruments of Cultural Diplomacy and Intercultural Communication, esplora il ruolo dei festival teatrali nella diplomazia culturale.

  • Tayri García Medina e Loreto García Saiz, A Film Festival in a Refugee Camp? “FiSahara” as a Cultural Platform for Decoloniality and Social Justice, chiudono il fascicolo con un caso emblematico di festival come strumento di giustizia sociale e decolonialità.

Il numero si distingue anche per la qualità del progetto grafico: un ringraziamento particolare va all’autrice della copertina, che riesce a tradurre visivamente i temi del fascicolo, restituendo l’idea dei festival come spazi dinamici di relazione, conflitto e trasformazione.

Il fascicolo è disponibile in accesso libero e scaricabile gratuitamente A QUESTO LINK e rappresenta un contributo rilevante per studiosi, operatori culturali e policy maker interessati a comprendere il ruolo dei festival nel mondo contemporaneo.