Sanremo, cotonatissimi anni 70


Sanremo, 4 marzo 2021. Dal nostro inviato Luca Monti.

Chiusi in casa gli italiani guarderanno il festival.
Questo devono aver pensato le sagaci menti autorali della tv generalista morente. E invece no.
Eppure la Clerici a Mezzogiorno funziona qualsiasi cosa cucini, ma il Festivalone non è più un “qualsiasi cosa”.
Ci vuole qualche colpo di genio. E in effetti il virus ha vinto anche qui:
se vincesse Irama il quarantenato?

Finito il secolo breve (il 900) chiusi i teatri da un anno, con centinaia di morti ogni giorno, che Fiorello continui a essere se stesso imbarazza un po’.
Se l’Italia è triste, perché lassù si deve ridere?
Sono simpatici e puntuali, non come Sandra e Raimondo, più Vianello e Tognazzi, anzi Fiore Totò e Ama un (inferiore) Peppino. Essi nel mezzo del cammin di una pandemia, sono i traghettanti due generazioni?
Perché questo appare: due mondi a confronto.
Giovani e vecchi. Irama isolato e assente ma connesso e Oriettona quasi ultima.
La Pausini artista che ci sa fare. Elodie che è proprio ( solo?) bella.
Aiello ultimo.
Chilometrici testi, gender fluid, lui lei, amori cuori trafitti, lacrime di sangue, Lauro che sembrerebbe Vauro con quel romanesco da Sora Lella.

Siamo folgorati da una simpatica animazione geriatrica il trio Cinquetti Leali e la vaporosa cotonatura di Marcélla (la e stretta rigorosamente calabrese).
Che voce! Però. Che tempi. Che melodia.
Ecco che anche la signora Bruna da Casella d’Asolo sobbalza “finalmente qualcuno che canta, ... mica cantano i giovani parlano sopra la musica”
Ciao Novecento
Perché Bruna rappresenta la settantenne ( stessa età del festival) che è rivolta indietro.
Le citazioni agli anni 70 80, i balletti alla Canzonissima, Metti una sera a cena ...
il Volo parte con Morricone ( passato doc che vince sempre)
si sprecano, abiti, stili, l’ottagono della scenografia è quello del 1986,87,88...
Addirittura Elodie è vestita come l’acconciatura di Marcella.
Ma la musica dei ragazzi?
Lo scorso anno il boom fu del pubblico 15/24 e 45/54.
Le pubblicità poi : Tim con la Mina relegata ad una “Mini Italia”, quella che la Carrà aveva nel suo Tanti Auguri, 1978, pieni di Nutella, rimpinzati di prossimamente Raiuno ma soprattutto Netflix... che poi sarebbe come se Berlusconi facesse pubblicità a Renzi tanto è tutto uguale.
Non è tutto uguale, ahimè.

Il solco 2020 è segnato e forse domani è un altro giorno, speriamo meno artefatto meno strapaese e più concreto. E se vincesse il quarantenato? E se i quarantenni a metà del solco avessero la meglio?
Ci aspetta stasera la Guerritore : il nuovo teatro, 70 anni anche lei.