Quale futuro per i festival culturali?


L'11 ottobre 2021 Kilowatt Festival ha lanciato dalla sua pagina facebook una accorata lettera aperta, invitandoci a riflettere sul futuro dei festival culturali italiani a partire dalla “sospensione di un pezzo del nostro festival e dopofestival, avvenuta la scorsa estate dopo l’intervento dei Carabinieri-Forestali al Giardino di Piero, ha umiliato il nostro lavoro di professionisti.”

La vicenda è nota, ma in fondo alla news riprendiamo la lettera dei direttori Lucia Franchi  e Luca Ricci che la riassume.

Dal 2017, quando abbiamo lanciato il progetto di TrovaFestival, abbiamo sempre cercato di seguire l'andamento del mondo dei festival con dati tangibili e con l'osservazione e la partecipazione diretta a centinaia di manifestazioni in tutto lo stivale.

Dal 2019, da quando TrovaFestival ha iniziato una collaborazione con il sito di informazione teatrale Ateatro, abbiamo lanciato un questionario a livello nazionale aperto a tutte le esperienze afferenti al concetto di “festival culturale”.La secinda edizione del queatonario è online in queste settimane. Una delle peculiarità di TF è la trasversalità e la multidisciplinarietà dell'analisi e del campo di ricerca. I risultati del questionario sono stati presentati durante Le Buone Pratiche del Teatro2020, che si sono tenute online all'inizio del terribile lockdown. Abbiamo poi cercato di alimentare il dibattito attorno al mondo dei festival, da un lato pubblicando i dati raccolti negli articoli "I festival culturali: dal lockdown a un nuovo inizio? L'impatto del Covid-19 sugli eventi dell'estate 2020", di Oliviero Ponte di Pino e Giulia Alonzo su Economia della Cultura 2/2020, e "I festival culturali italiani: la scommessa della post pandemia", di Oliviero Ponte di Pino e Giulia Alonzo su Economia della Cultura 1/2021 (qui potete trovare i nostri articoli). Dall'altro lato progettando e organizzando incontri per tenere viva l'attenzione sul settore. Siamo partiti a maggio 2020 con l'incontro Ripartire dalla cultura: spazi, teatri e festival alla Digital Week con Davide Barbato di Play with Food, Danilo De Biasio di Diritti Umani, Fabrizio Gavosto di Mirabilia, Daniela Nicolò ed Enrico Casagrande di Santarcangelo, Fabrizio Trisciani di In-Box. Nel 2021 abbiamo rilanciato con l'incontro Quale futuro per i festival post pandemia nell'ambito del Caffè di Bolzano29, in cui Giulia e Oliviero ne hanno discusso con Giulia Cogoli (Dialoghi sull'uomo), Angela Fumarola (Inequilibrio Festival), Luca Mosso (Filmmaker), Stefania Minciullo (Festa di Teatro EcoLogico), Marino Sinibaldi (Insieme Festival), cercando di cogliere quali prospettive ci possono essere per i festival e eventi dal vivo.

Alla prima edizione di TrovaFestival Day abbiamo poi fatto una maratona di buone pratiche, per capire insieme quali possono essere delle soluzioni di ripartenza.

L'estate poi è passata con euforia ed entusiasmo per un ritorno a una quasi normalità. Sarebbero servite però tre vite per partecipare a tutti gli eventi e a tutti i festival che, per cause di forza maggiore, si sono accavallati, sovrapposti, posticipati, dilatati... 

Ma i problemi non sono mancati: basta leggere su Ateatro il riassunto di mal funzionamenti avvenuti dalla Calabria, con il festival Primavera dei Teatri, alla Liguria con il nuovissimo Festival dei Jeans, all'Emilia-Romagna, con bandi che hanno penalizzato diverse realtà virtuose, compresi diversi festival (LEGGI LA NEWS).

Stupisce sempre come i festival culturali siano incapaci di guardarsi attorno per fare rete e creare sinergie, ma agiscano solo dopo aver toccato con mano una problematicità: un bando mal scritto, la vendetta di un funzionario comunale, una decisione incomprensibile e mal giustificata, un cambio di giunta...

Kilowatt ha lanciato una call per la prossima estate: “A luglio 2022 organizzeremo un incontro pubblico di tre giorni, che, per ora, tra di noi, chiamiamo 'I festival di domani' in cui proveremo a interrogarci sul futuro dei festival italiani di teatro, danza e circo contemporaneo, in un orizzonte che guardi almeno ai prossimi 10 anni.”
Speriamo che possa essere il primo passo per ripensare il concetto di festival e instaurare, finalmente, una rete con obiettivi condivisi, che coinvolga festival di diversi ambiti. E che soprattutto raccolga festival che non vogliono solo ripetersi quanto sono bravi e virtuosi (e dunque chiedono più soldi), ma sappiano davvero immaginare i festival di domani. Che non possono essere quelli di oggi, con qualche spicciolo in più.



LETTERA APERTA:

QUALE FUTURO PER KILOWATT FESTIVAL?

QUALE FUTURO PER I FESTIVAL ITALIANI?


Ci fa riflettere quello che è accaduto alla soglia dei nostri venti anni di festival – che dovremmo festeggiare nell’estate 2022.

La sospensione di un pezzo del nostro festival e dopofestival, avvenuta la scorsa estate dopo l’intervento dei Carabinieri-Forestali al Giardino di Piero, ha umiliato il nostro lavoro di professionisti. Per ora sono arrivate due multe (una per occupazione abusiva di suolo pubblico, l’altra per divieto di sosta del furgoncino ristorante), che capiremo se pagare o contestare, visto che ci sarebbero tutti gli estremi per farlo. Le indagini hanno altri tre mesi di tempo per concludersi: non sappiamo se ci verrà notificato un avviso di reato che avrebbe valenza penale. In questo caso, un giudice dovrà poi decidere se andare a processo o archiviare. Di certo sarà una faccenda lunga, dispendiosa e stancante.

Questa è la condizione in cui ci troviamo dopo tanto tempo di lavoro assiduo e costante con gli artisti e con la comunità locale. Abbiamo sempre cercato la qualità delle proposte artistiche, la relazione tra i linguaggi del contemporaneo e il territorio, il coinvolgimento attivo delle persone, il loro avvicinamento alle estetiche dell’innovazione, la collaborazione con le associazioni locali. Ovviamente non è stata l’intera comunità di Sansepolcro ad averci ostacolato, probabilmente sono state solo un paio di persone, e, anzi, in moltissimi hanno reagito in nostra difesa, anche organizzando un flash-mob in nostro sostegno (avversato dalle autorità perché pare mancasse di un dato permesso). Ma quanto è grande la fragilità di un festival se bastano poche persone, abitate da malanimo, per bloccarlo? Se da un giorno all’altro, nel mezzo dell’iniziativa, può venire annullato un intero pezzo di programmazione, cosa ci garantisce che un’altra parte del nostro lavoro non possa essere smontata l’anno prossimo? Ce lo siamo chiesti anche in relazione a quel che è accaduto a Castrovillari, con l’annullamento del festival Primavera dei Teatri di quest’anno, e potremmo aggiungere pure l’esclusione del festival Terreni Creativi di Albenga dai contributi ministeriali, tra gli episodi amari che hanno segnato l’estate 2021.

In questi giorni, abbiamo avviato un ragionamento con i candidati a Sindaco di Sansepolcro, inclusi i due che andranno al ballottaggio del 17 e 18 ottobre prossimi. A partire da quello che i rappresentanti della nostra città sapranno dirci, valuteremo se fare ancora una nuova edizione del festival o se sarà meglio fermarsi.

In ogni caso, una cosa l’abbiamo decisa: a luglio 2022 organizzeremo un incontro pubblico di tre giorni, che, per ora, tra di noi, chiamiamo “I festival di domani” in cui proveremo a interrogarci sul futuro dei festival italiani di teatro, danza e circo contemporaneo, in un orizzonte che guardi almeno ai prossimi 10 anni. Coinvolgeremo il coordinamento informale dei festival del contemporaneo e abbiamo invitato il critico e studioso Rodolfo Sacchettini a concepire con noi e coordinare questo incontro; gli abbiamo chiesto di non guardare indietro, ma avanti, per evitare ogni intento auto-celebrativo e puntare a un ragionamento ampio e profondo: vogliamo invitare a queste giornate artisti e operatori culturali, soprattutto giovani, e immaginare con loro cosa ne sarà della formula “festival” che tanto ha segnato un paio di decenni della recente storia culturale italiana. Che almeno quel che è accaduto non sia stato invano.


Lucia Franchi e Luca Ricci, direttori di Kilowatt Festival