La mappa: il nostro metodo


Negli scorsi anni, ci sono stati diversi tentativi di mappatura dei festival italiani, ma in genere limitati a singoli settori e spesso frutto di associazioni o raggruppamenti di specifiche categorie (o sottocategorie). L'approccio tradizionale (anche da parte delle istituzioni e delle associazioni di categoria e di settore) tende a focalizzare l'attenzione su singoli ambiti: non solo per genere o tipologia, ma anche per dimensione o area geografica.

L'obiettivo di trovafestival.com è stato fin dall'inizio quello di trattare i festival e le fiere culturali come fenomeno unitario, con una propria specificità e caratteristiche comuni.


I CRITERI DI INCLUSIONE

Un primo passo nell'elaborazione della ricerca e nella progettazione del database è stata la riflessione sulla definizione di festival, che non è univoca anche nella letteratura scientifica. Nella prima fase della ricerca, non abbiamo voluto darci un criterio a priori: abbiamo ritenuto più utile approdare a una definizione del campo d'indagine a partire dalla mappatura dell'esistente. Anche perché, trattandosi di un progetto inedito che attraversa settori, dimensioni, ambiti geografici così diversi, non ci sembrava opportuno escludere sulla base di un criterio astratto esperienze che fanno riferimento all'ambito dei festival (e al loro pubblico). Una categorizzazione troppo rigida avrebbe rischiato di penalizzare proprio le esperienze che stanno rinnovando la “formula festival”.
Dopo tre anni di lavoro, abbiamo deciso di selezionare le manifestazioni da inserire nel database sulla base di alcuni semplici criteri:

  1. ambito dell'indagine: i festival e le fiere culturali, nei vari ambiti identificati; in particolare i macrosettori arti visive e architettura, cinema, circo, danza, libri e approfondimento culturale, musica, teatro; sono dunque escluse per esempio le sagre e le manifestazioni centrate sul cibo e l'alimentazione;

  2. durata e frequenza degli eventi: un festival si caratterizza per lo scarto rispetto alla normale attività “feriale”; deve dunque avere una durata di più giorni ma limitata nel tempo: abbiamo definito l'intervallo che va da un minimo di due giorni a un massimo di tre mesi (con una eccezione per le manifestazioni nell'ambito delle arti visive, come la Biennale Arte, per le loro caratteristiche); un altro elemento che teniamo in considerazione è la “densità” degli eventi, che differenzia i festival rispetto alle rassegne;

  3. continuità (che differenzia i festival per esempio da eventi come le Città della Cultura o le Città del Libro); abbiamo deciso di inserire anche manifestazioni che alla loro prima edizione prevedono una progettualità di lungo periodo: uno degli obiettivi dell'indagine è anche quello di valutare il “ciclo di vita” dei festival” e dunque il loro tasso di natalità e mortalità e la loro “aspettativa di vita”;

  4. localizzazione: i festival agiscono in genere su un preciso territorio, anche se negli ultimi anni si sono sviluppate forme di festival “diffusi” o “itineranti”, di cui ci è parso inevitabile tenere conto..

Non abbiamo ritenuto opportuno inserire tra i criteri di selezione: la dimensione economica, il numero di presenze, la forma e la struttura organizzativa, le modalità di selezione e curatoriali, che sono invece oggetto di indagini specifiche a partire dalle informazioni raccolte.

Nel corso del 2020, l'effetto della pandemia si è fatto sentire anche sui festival. Alcune manifestazioni si sono svolte unicamente in streaming, altre si sono concentrate in un'unica giornata: non abbiamo ritenuto opportuno escludere queste realtà dal nostro database, sia nella prospettiva della loro continuità sia nel quadro dell'indagine sull'effetto della pandemia sul settore.


LE FONTI DI TROVAFESTIVAL
Il popolamento del database procede da alcuni anni, nel tentativo di offrire un quadro il più possibile ampio e approfondito.

In particolare, il gruppo di ricerca di TrovaFestival ha combinato diversi approcci:


  1. i festival identificati sia attraverso la lunga frequentazione di manifestazioni in diversi ambiti, come spettatori, critici, curatori, editori, sia attraverso la partecipazione a diversi progetti (dal Patalogo  alle “Città del libro”, solo per fare due esempi);

  2. le manifestazioni segnalate dalla stampa nazionale, attraverso una rassegna quotidiana;

  3. i risultati di una serie di ricerche su internet, focalizzate, oltre che sul sito del MiBACT (per lo spettacolo) e del Cepell (per i libri e l'approfondimento culturale), su organizzazioni e associazioni di categoria, oltre che su siti e su pagine sui social network dedicati specificamente ai vari ambiti esplorati;

  4. segnalazione da parte dei singoli festival: un meccanismo che si è attivato poco dopo il lancio del sito, e che prosegue tuttora.

Prima di inserire una manifestazione all'interno del database, vengono effettuate verifiche sul sito e/o sulle pagine social della manifestazione, sia per verificare l'effettiva attività sia per raccogliere e verificare i dati da pubblicare nelle singole schede (molti dei censimenti di festival che si trovano attualmente in rete appaiono datati).

Il lavoro procede ormai da quattro anni. In questo periodo abbiamo seguito l'andamento delle singole manifestazioni: le schede vengono costantemente verificate e arricchite di nuove informazioni.
Nel corso di quattro anni, abbiamo mappato più di mille festival in tutta Italia. Anche guardando ai singoli settori, il database di trovafestival.com è più ricco di quelli specialistici, sia per la quantità sia per la qualità di informazioni.