TourFest 2026 | Uno sguardo sui linguaggi della sperimentazione contemporanea
Di Arianna Albanese
Dedicato al contemporaneo e teso a indagare i linguaggi, i temi e le complessità del presente, B.Motion ha animato Bassano del Grappa dal 21 al 30 agosto 2026, dieci giorni nei quali la città si è trasformata in laboratorio aperto e palcoscenico per diverse creazioni tra danza, teatro e musica.
B.Motion rappresenta la sezione più innovativa di Operaestate Festival Veneto, giunta quest’anno alla sua 46° edizione, che si sviluppa nei teatri, negli spazi all’aperto e nei luoghi d’arte di Bassano del Grappa e nelle città della Pedemontana veneta, da fine giugno a metà settembre. Il programma è vastissimo e comprende più di cento spettacoli che attraversano forme e linguaggi diversi della creazione contemporanea: danza, teatro, musica, circo, spettacoli per bambini, film e workshop, fino alle sperimentazioni di B.Motion.
Questo festival nel festival rappresenta da anni una realtà di riferimento nel panorama artistico e performativo italiano: osservatorio privilegiato per i linguaggi e le pratiche contemporanee, vetrina per la ricerca di artisti emergenti, lascia spazio a talenti, nazionali e internazionali, che hanno l’opportunità di presentare in anteprima al pubblico le proprie creazioni e di confrontarsi con i temi e le trasformazioni del presente, offrendo nuovi sguardi sulla contemporaneità.
In un’ottica di audience development e valorizzazione del territorio, il festival propone attività formative e progetti rivolti a pubblici diversi, a cominciare dalle giovani generazioni.
Lunedì 24 agosto lo spazio della Cappella Mares a Villa Ca’ Erizzo Luca a Bassano del Grappa ha ospitato le restituzioni di due workshop di danza. Il primo è stato condotto da Annika Pannitto, per il progetto Meet The Choreographer | William Forsythe. L'espressione si ispira a Meet the Artist, formula che solitamente indica il momento in cui l’artista è invitato a dialogare con il pubblico. La coreografa e danzatrice parte dal lavoro di uno dei maestri della danza contemporanea, William Forsythe, e da una delle sue coreografie più significative, One Flat Thing. I partecipanti, ragazze e ragazzi dai 7 ai 10 anni, tra rigore geometrico e movimenti misurati, schematici, precisi e ripetitivi, hanno lavorato sulla relazione tra corpo e spazio, sequenze e improvvisazione, danzando tra tavoli e banchi di scuola utilizzati come parte della composizione scenica.
Il secondo workshop, Il mio canto in A, condotto da Francesca Foscarini e rivolto a professionisti e amatori della danza, ha esplorato la relazione tra corpo, voce e materia.
Francesca Foscarini, Il mio canto in A, B.Motion, ph. Stella Capelli
I partecipanti hanno accompagnato gesti lenti e controllati con la vocalizzazione continua della lettera A, che ha creato il principale tessuto sonoro corale, intervallato dal suono secco e sordo generato dalla caduta delle pietre, utilizzate come parte integrante della composizione coreografica. La pietra, intesa come “osso della terra” e “scheletro del mondo”, ritorna nello spettacolo Dove cresce ciò che salva di Francesca Foscarini, presentato la sera successiva al CSC San Bonaventura. Da questo lavoro nasce il workshop, concepito come una declinazione collettiva e partecipativa della ricerca sviluppata nell’assolo: ciò che nello spettacolo viene esplorato attraverso la dimensione individuale del corpo e del movimento viene trasferito in Il mio canto in A in maniera collettiva.
La giornata si è conclusa con tre spettacoli in anteprima nazionale dedicati alla drammaturgia contemporanea, tra cui Il miracolo di San Sebastiano di Matthieu Pastore, spettacolo che intreccia iconografia cristiana ed estetica queer. In scena, Matthieu Pastore e Giuseppe Affinito si confrontano in modo ironico su come rappresentare il martirio di San Sebastiano, una delle immagini più riconoscibili della tradizione cristiana: il corpo legato a un palo e trafitto dalle frecce. Questa rappresentazione, con la pelle diafana e il corpo muscoloso del santo, è entrata anche nell’immaginario pop, diventando il punto di partenza per una riflessione sull’identità e sull’affermazione e accettazione di sé. Attraverso le discussioni tra i due attori, la storia di San Sebastiano viene riletta in chiave contemporanea, mettendo al centro il corpo e lo sguardo degli altri.
Nella giornata successiva il festival si è spostato in Piazza Libertà, cuore di Bassano del Grappa. Lo spazio urbano è stato trasformato in un luogo di incontro e relazione attraverso Where Do I Connect?, la performance degli artisti lituani Adrian Carlo Bibiano e Džiugas Kunsmanas.
Adrian Carlo Bibiano, Džiugas Kunsmanas, Where Do I Connect?, B.Motion, ph. Roberto Cinconze
La Lituania, insieme alla Svizzera, è stata uno dei focus dell’edizione 2026. Lo spettacolo, presentato in prima nazionale, fa parte del programma Cultura Lituana in Italia 2025-2026, organizzato dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. Attraverso danze e acrobazie, i due performer hanno indagato le possibilità di costruire connessioni senza ricorrere al contatto fisico, sfiorandosi senza toccarsi, costruendo un dialogo fatto di distanze e avvicinamenti, memori del distanziamento durante la pandemia. Il pubblico è stato progressivamente invitato a interagire e a prendere parte alla performance: tra un iniziale imbarazzo, risate e ricerca della relazione con l’altro, lo spettacolo si è concluso in un momento di festa e condivisione, trasformando la piazza in uno spazio di danza libera e partecipata.
Deep are the Woods, spettacolo immersivo dell’artista e coreografo belga Eric Arnal-Burtschy (in prima nazionale al Teatro Remondini di Bassano del Grappa e inserito nel programma di B.Motion nella sezione Danza), si colloca al confine tra performance, arti digitali, arti visive e danza, sfuggendo alle tradizionali classificazioni dei linguaggi performativi. La protagonista assoluta è la luce, esplorata in maniera sperimentale, fino a farsi coreografia, teatro, spazio avvolgente, luogo sicuro, rilassante e terapeutico, anche secondo i commenti dei partecipanti in un breve momento di feedback a seguito dello spettacolo. In scena non sono presenti performer: è il pubblico a trovarsi al centro dell’esperienza, inizialmente invitato a sdraiarsi sul palcoscenico e, successivamente, a muoversi liberamente nello spazio, ricercando una relazione con la luce e interagendo con i raggi che avvolgono e sfiorano i partecipanti. Come suggerisce il titolo, il lavoro richiama un’immersione in una foresta: dal buio emergono fasci di luce che, filtrati da una sottile nebbiolina, sembrano farsi tangibili.
A chiudere il festival B.Network, tre giornate di incontri e approfondimenti, realizzate in collaborazione con diversi enti partner e dedicate al tema dell’accessibilità nelle arti performative e pensate come uno spazio di incontro, dialogo e ricerca tra artisti, curatori e operatori del settore.
In questo contesto si inserisce La terra gira, nuova produzione pensata per i Dance Well Dancers di Bassano del Grappa e commissionata alla compagnia Tumbleweed con sedi a Bruxelles e Zurigo.
Nella creazione, presentata in prima nazionale, emerge la qualità del movimento e la dimensione di sostegno, supporto e ascolto reciproco all’interno del gruppo. Tra i progetti di comunità inclusivi e generativi di benessere sul fronte dell’accessibilità, Dance Well rappresenta un prezioso esempio di welfare culturale nato a Bassano del Grappa e consolidato in altre città italiane e internazionali. La pratica è rivolta prevalentemente a persone che vivono con il Parkinson, ma è aperta a tutte e tutti, è gratuita e viene svolta nei luoghi d’arte e di bellezza.
B.Motion si riconferma un punto di riferimento per le arti performative, osservatorio e cantiere aperto, luogo in cui la sperimentazione si fa accessibile, trasformando teatri, piazze e luoghi d’arte di Bassano del Grappa in spazi di ricerca condivisa, guardando a nuove forme di partecipazione.
Festival osservato: B.Motion
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS