TourFest 2026 | Farsi questione condivisa


Di Sara Maria Trainotti
È un’edizione zero
Così Michele Segreto ha descritto la terza edizione del festival Genera Azione di cui è direttore, a sottolineare come il cambiamento di territorio da Borgosatollo a Brescia sia stato un esperimento su cui Servomuto Teatro, impresa di produzione teatrale U35, ha deciso di investire quest’anno. L'impegno rispecchia la volontà di creare uno spazio di incontro tra i cittadini e professionisti per allargare il margine di partecipazione alla cultura in modo attivo e consapevole e sostenere le produzioni di giovani under 35. Con questo obiettivo l’architettura di Genera Azione si è replicata ogni giorno con un aperitivo al Bodeguita, bar che per l’occasione ha creato un menù del festival, dove Andrea Malosio di Stratagemmi Prospettive Teatrali dialogava con la compagnia dello spettacolo della serata e una realtà associativa del territorio bresciano, per poi spostarsi insieme al vicino Teatro Sant’Afra a vedere lo spettacolo e poi ritornare al Bodeguita per il Dopofestival, un momento di chiacchiere e festa dove confrontarsi su quando si era appena visto in un ambiente informale e festoso. Coinvolgere in un festival di teatro ogni sera una realtà che non necessariamente si occupa dell’arte performativa è stata una scelta chiara: allargare il pubblico dei non addetti ai lavori per fare in modo che il teatro parli concretamente a tutti uscendo dalla bolla degli appassionati e aprendosi a chi può interessarsi dei temi contemporanei e di attualità che sono stati messi in scena nei sei giorni di festival. Breviario di situazioni in cui occorrerebbe avere qualche fondamento di Tao della compagnia Tristeza Ensemble ha aperto il festival il 14 settembre, in una riflessione sull’appropriazione culturale al fine del successo artistico: una giovane compagnia di attori poco talentuosi rincorrono il sogno di vincere un Premio Ubu grazie al ritrovamento di un manoscritto taoista che decidono di mettere in scena con un rider e un’adolescente cinesi per poi vedere i propri desideri infrangersi con l’inizio della pandemia.

Nel confronto con l'associazione Hua Xia, impegnata nel dialogo interculturale tra italiani e cinesi attraverso corsi di lingua, musica e arte, ciò che è emerso è come lo scambio interculturale sia molto aumentato negli ultimi anni, ma che c’è ugualmente la necessità di trovare dei ponti tra due culture molto ricche, uno di questi ponti è anche quello creato dallo spettacolo dei Tristeza, che tra dialoghi in cinese e in italiano, con autoironia ha messo in scena la distanza che un italiano medio ha con la filosofia taoista attraverso situazioni topiche come un primo appuntamento andato male. Decostruire stereotipi è stato anche il tema del giorno successivo, il 15 settembre, con il debutto nazionale di MM: Macho Man di Valentina Spaletta Tavella, Riccardo Vicardi e Eliana Rotella, uno spettacolo che ha indagato il maschile e la mascolinità tossica.

Valentina Spaletta Tavella, Riccardo Vicardi, Eliana Rotella, MM: Macho Man, Genera Azione Festival, ph. Eleonora Blandini

Sul palco tre uomini si sottopongono a un test per capire chi sia “l’Uomo” dentro una scatola trasparente che simboleggia le strutture culturali per le quali i maschi si devono conformare a un immaginario “uomo vero”. Questa costruzione viene messa in crisi, indagando le ragioni profonde dietro alla violenza e alla tossicità, e si dimostra come sia necessario distruggere prima di iniziare a costruire un’identità maschile priva di violenza. Questo il pensiero anche del collettivo Mask.You, che organizza nel territorio bresciano un gruppo di autocoscienza maschile volto a decostruire stereotipi di genere e promuovere un’identità maschile sana; una provocazione nata della serata ha riguardato il vuoto identitario che è difficile da riempire una volta concluso il processo di autocoscienza necessario a decostruire la tossicità intrinseca nella cultura occidentale, facendo emergere come sia fondamentale un ulteriore passo nella riflessione sul tema per costruire identità non più basate sul genere ma sulla persona, per poi giungere a uno scardinamento sociale collettivo. La centralità della persona nella costruzione del pensiero collettivo è stata discussa anche da Echo Raffiche, magazine indipendente di arte e politica, con Il turno di notte, compagnia dello spettacolo Fragileresistente del 16 settembre; in un momento storico dove sembra che non vi siano più valori condivisi, è possibile creare e rivendicarne di propri solo nel momento in cui questa azione viene presa tutti assieme.

Il turno di notte, Fragileresistente, Genera Azione Festival, ph. Eleonora Blandini

In una società che divide è però diventato complessa questa operazione di comunanza e collaborazione, lo spettacolo infatti ha messo in scena le difficoltà intergenerazionali nella storia di un padre e un figlio che viene esplorata nelle sue fatiche, depressioni, nell’impotenza di vedere un futuro possibile. Il pubblico viene spesso coinvolto e interrogato, partecipando alla creazione di un immaginario comune, di sensazioni che si fondono tra le storie individuali delle persone in sala e quelle messe in scena. Vengono raccontate così storie che possono appartenere a tutti tra una manifestazione del 25 aprile, una delusione lavorativa, un disturbo alimentare, il tutto grazie a un divano ricoperto da un telo trasparente, quello che viene usato per proteggere i mobili durante i traslochi. Il divano diviene emblema del disagio dell’incomunicabilità presente tra le generazioni, del malessere generato dalle incertezze che in una scena simbolicamente inghiottono chi vi si è sdraiato sopra.

Il festival ha poi continuato a far discutere e portare in scena temi contemporanei di carattere esistenziale, con Diario di un dolore di Francesco Alberici, e sociale, con Concerto fetido su quattro zampe di Alice e Davide Sinigaglia, riportando quindi al centro il carattere di interrogazione del presente al fine di una riflessione critica e comunitaria propria del teatro. Se da una parte l’azione del festival è stata quindi quella di interrogare i pubblici della città di Brescia coinvolgendoli in discorsi e attraverso gli spettacoli, ha poi deciso di agire concretamente nel cambiamento della situazione del sistema teatrale italiano attraverso il coinvolgimento per tutti i giorni del festival di AUT - Autor_ Unit_ Teatrali, ente di rappresentanza per drammaturghe e drammaturghi italiani, nella redazione di un manifesto per una proposta di legge sulla remunerazione e i diritti dei drammaturghi a partire dal documento approvato in Francia “La charte des rémunérations des autrices et auteurs dramatiques”. Un impegno che si è tradotto in giornate di lavoro per giovani autori e autrici e nell’esposizione pubblica di quanto prodotto, in un inizio di un percorso collettivo che possa poi portare praticamente una proposta per tutelare questa professione nel mondo dello spettacolo dal vivo. Genera Azione Festival, seppur nella sua prima edizione bresciana, ha ottenuto quindi l’obiettivo di farsi punto di incontro per giovani e cittadini, mettendo al centro domande e dubbi nella convinzione che la cultura, quando condivisa, ha una forza generatrice di cambiamento collettivo.

Festival osservato: Genera Azione Festival

Progetto TourFest 2026 / TourFest Lombardia

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS

Con il sostegno di Fondazione Cariplog