TourFest 2025 | Un paese dei balocchi dove ognuno è freak a modo suo


Di Alessandro Beltaro


Il circo oltre il circo

Alla parola “circo” la maggior parte delle persone (almeno quelli che non hanno letto Conoscere e organizzare circo di Valeria Campo e Alessandro Serena, FrancoAngeli) affianca l’immagine del tendone che ospita spettacoli di arte varia, dai pagliacci agli animali esotici, con trapezisti e prestigiatori immersi in un tripudio di colori e in quel gusto un po’ kitsch che, soprattutto in Italia, è stato incarnato da Moira Orfei (anche se, per quest’ultimo dettaglio, bisognerebbe parlare di camp: ovvero dell’uso consapevole e volontario del kitsch nella propria immagine). Questo luogo comune, appena appena abbozzato, è lontanissimo da quello che viene definito “circo contemporaneo”; che è più simile a una performance di danza o di teatro di figura, a seconda dei casi. Si tratta di singole produzioni, svincolate dal tendone e dagli animali, che si immergono in una dimensione ludica senza rinunciare, all’occorrenza, ad aprire riflessioni attorno alle questioni più attuali. La particolarità del circo è proprio questo: anche le performance più impegnate riescono a strappare un sorriso e a riportare a un’atmosfera giocosa e infantile, illuminata dalla meraviglia e dallo stupore, che spesso viene poco considerata dalle altre arti.

La goia del festival

Andare ad Artisti in Piazza - Festival Internazionale di Arti Performative trasmette un senso di gioia interiore dovuto proprio all’atmosfera festival. La ventinovesima edizione si è svolta dal 12 al 15 giugno 2025 in ogni angolo di Pennabilli, dalle due del pomeriggio alle due di notte, alternando giochi, esibizioni, musica e happening. Spostandosi per il borgo può capitare di veder camminare una tartaruga insieme a un anziano signore (Pantao, Grandmother Tortoise and friends), di sedersi su una panchina a dover rispondere alla domanda: “per che cosa vale la pena vivere?” (Compagnie Krak, Bench Invasion), di assistere a un’assurda e ridicola simulazione di dressage equestre (Les Goulus, The Horsemen) oppure semplicemente di godersi un concerto di chitarre acustiche che suonano magistralmente canzoni dai Led Zeppelin a Branduardi (Musica Muta, Suoni il silenzio). Non mancano performance più strutturate, come Elephant Song della compagnia laotina Khao Niew Lao Theater Company al Teatro Vittoria, dove i performer raccontavano, attraverso il teatro di figura e l’uso di oggetti quotidiani, il legame del Laos con gli elefanti: animali simbolo del paese e, purtroppo, in via d’estinzione. Lo spettacolo dei nostrani DuoPadella About, come lo definiscono loro stessi, è un “circo punk e coccole”, in cui le acrobazie si fondono con un ritmo serrato in uno spettacolo giocoso e folle. Il poetico Mentir lo mìnimo della compagnia francese Alta Grama, con uno stile essenziale, riflette sulle diverse fisicità dell’essere umano, esplorando il concetto di “minimo” e prendendo come simbolo la bicicletta. Una delle esperienze più coinvolgenti di tutto il festival è il coro bi-collinare: due gruppi di persone che si cantano e rispondono a vicenda dalla cima di Penna a quella di Billi, le due colline su cui si erge il borgo.

Duppadella (ph. Ilaria Bolognesi)

Organizzare il gioco, lo stupore e lo scherzo

Queste sono solo alcune delle novanta performance che si sono succedute sabato 14 giugno 2025. Il gran numero di manifestazioni e il successo di pubblico (circa 18.000 persone) comporta un leggero sovraffolamento, che non dà particolarmente fastidio in quanto a soffocamento, ma può causare un notevole sovraccarico da stimoli esterni. Forse sarebbe opportuno creare una zona di decompressione in cui trovare tranquillità e silenzio e lasciar depositare i pensieri e le emozioni provate nella giornata. Dal punto di vista organizzativo il festival è molto ben gestito. I prezzi dei biglietti e del posto tenda sono molto accessibili. Non mancano isole ecologiche, dispenser di acqua, food truck con cibo di ogni varietà. Sono state potenziate le navette per raggiungere il paese ed è scaricabile un’app molto esaustiva circa tutti i servizi a disposizione. I posacenere sono costruiti con barattoli riciclati. Vengono privilegiati i mezzi di trasporto human powered al punto da offrire posto tenda e birra fresca a chi arriva in bici a Pennabilli. Soprattutto il livello delle performance è molto alto dal punto di vista tecnico e contenutistico: si ha l’impressione di immergersi in un paese dei balocchi in cui ognuno può essere freak a modo suo. Artisti in Piazza - Festival Internazionale di Arti Performative è davvero un gioco in cui lo scherzo diventa serio, dove nulla è prevedibile o risaputo, ma si viene costantemente sorpresi da qualcosa di inaspettato, che sia un coro, un travestimento o una performance. E forse ciò che accomuna le diverse tipologie di circo, da quello con gli animali al “circo contemporaneo”, è proprio lo stupore (tipico dei bambini, e meno solito negli adulti) che sembra qualcosa di effimero, che dura un attimo, ma che in realtà può aggiungere molta intensità a qualsiasi esperienza. Allora mi piace chiudere con una poesia di Toti Scialoja, presa dalla raccolta Ghiro ghiro tondo, una poesia che mischia gioco, stupore e scherzo:
In mezzo alla calca
si balla la polca,
la pulce che salta
non turba le danze:
sprofonda nel dolce
tra i culi e le pance.

(Toti Scialoja, Versi del senso perso, Einaudi, Torino, 2017)

MOOD DEL FESTIVAL: La pulce d'acqua di Musica Muta (scopri tutti i mood dei festival del TourFest 2025)

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