TourFest2026 | Una manifestazione d'amore e di lotta


Federico Di Garbo

Due giorni a Patti, in provincia di Messina, per la seconda tappa del mio percorso da ambasciatore della cultura di TrovaFestival. Questa volta la meta è Umana² Festival, arrivato alla quinta edizione e ormai radicato, anno dopo anno, negli spazi dell'ex Convento di San Francesco. Umana² nasce nel 2022 dalla sinergia tra il Collettivo Umana e l'associazione Input, con il nome di Festival della Contemporaneità, e da allora si svolge con il patrocinio del Comune di Patti, Assessorato alla Cultura, a ingresso libero. La scelta dell'ex Convento di San Francesco non è solo scenografica: la chiesa sconsacrata, affacciata sul golfo, ospita i live di musica elettronica con le installazioni come sfondo; il chiostro accoglie talk, dibattiti e dj set; nelle sale del convento, con vista sul Golfo di Patti e sulle Isole Eolie, hanno sede le mostre d'arte contemporanea e fotografica.

Mostra, Umana² Festival, ph. Federico Di Garbo

Una struttura raccolta, che il Collettivo stesso rivendica come scelta funzionale a tenere insieme tutte le anime del festival in un'unica esperienza immersiva. Il Collettivo la definisce una "manifestazione d'amore e di lotta", pensata per riaprire spazi altrimenti inutilizzati e restituirli alla comunità. Fin dal primo momento mi ha colpito la disponibilità dei direttori artistici, soci dell’omonimo collettivo, l'associazione che rende possibile tutto questo. Umana² è un progetto trasversale e interdisciplinare, che dentro i suoi spazi porta conversazioni su temi del presente come "Potere e repressione", "Educazione e scuola", "Intelligenza artificiale e capitalismo", oltre a installazioni realizzate con la stampa 3D e mostre visitabili ogni giorno. Non manca la proposta musicale, con artisti come Kyoto e Sour Girl e dj set che animano la chiesa e il chiostro fino a tarda notte. È un festival che sa di casa, a partire dal cibo offerto la sera, cucinato dalle mamme e dalle nonne dei volontari. Sono proprio loro, i volontari, ad aver scelto di restare nella propria terra e di lavorare per il territorio non solo durante i quattro giorni della manifestazione, ma lungo tutto l'anno: il Collettivo Umana ha infatti una sede poco distante dalla venue del festival, dove porta avanti attività culturali, interventi di riqualificazione e curatela di altri eventi musicali. Un festival che sa quello che vuole, con una programmazione dichiaratamente orientata a leggere la realtà fuori dai grandi centri culturali. Quello che porto a casa da questi due giorni, però, è soprattutto il modo in cui sono stato accolto. Ho incontrato persone che tengono profondamente agli spazi che abitano e li trattano di conseguenza: con cura, senza darli per scontati. Persone attente a temi che raramente trovano posto altrove, e pronte a mettersi in gioco in prima persona. Si percepisce, in ogni conversazione e in ogni gesto organizzativo, che credono in quello che fanno, e questa convinzione arriva chiara anche a chi, come me, li osserva da fuori per la prima volta.

Umana² Festival, ph. Federico Di Garbo

Il 28 agosto 2026, primo giorno della mia permanenza, ho assistito al live di Kyoto, il progetto della cantautrice e batterista Roberta Russo, da qualche stagione ampliato a duo con l’ingresso del producer Truemantic. La sua musica intreccia industrial, post punk ed elettronica scura con innesti di spoken word e beatbox, componendo un suono teso e fisico più che semplicemente ascoltabile. Quella sera, tra le mura della chiesa sconsacrata, il progetto si è fuso con lo spazio che lo ospitava: i colpi di cassa e i pattern di batteria elettronica hanno trovato, nella performance luci del visual artist, un contrappunto quasi perfetto, con fasci che tagliavano l’aria seguendo la stessa intensità del suono. Avevo già visto Kyoto in altre occasioni, ma quella di Patti resta finora l’esibizione che mi ha lasciato più addosso, per la location e per la suggestività dell’insieme. Il giorno dopo ho seguito una delle conversazioni, centrata sull’intervento di Matteo Pasquinelli, docente di filosofia della scienza e autore di studi molto discussi sul rapporto tra intelligenza artificiale e lavoro. Ancor più del contenuto dell’incontro, mi ha colpito l’affluenza di un pubblico eterogeneo per età e provenienza, e soprattutto attivo, che non si è limitato ad ascoltare passivamente ma è intervenuto con domande dirette sul futuro che ci attende con la diffusione dell'intelligenza artificiale. Un segnale, per me, di quanto il formato delle conversazioni riesca davvero a costruire un luogo di confronto, e non solo di divulgazione. Da questa tappa porto via un legame che non si esaurisce con la fine del festival. Credo tornerò a Patti anche nelle prossime edizioni, non solo per raccontarlo ancora, ma per ritrovare le persone che in questi due giorni me lo hanno fatto sentire un posto di casa.

Festival osservato: Umana² Festival

Progetto TourFest 2026

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS