TourFest2026 | Un festival per riscoprire il teatro popolare e i linguaggi della Commedia dell’Art
Di Arianna Albanese
Per dodici giorni, dal 19 al 30 agosto, Be Popular - piccolo festival di teatro popolare e Commedia dell’Arte - quest’anno alla sua decima edizione, ha animato l’estate vicentina. Ideato da B.E.P.O.P. e realizzato con Stivalaccio Teatro, il festival si propone di diffondere e valorizzare i linguaggi della cultura popolare contemporanea attraverso spettacoli, conferenze, presentazioni di libri e concerti.
Be Popular si configura inoltre come occasione per riscoprire e abitare diversi luoghi del centro storico di Vicenza. Come indicato dall’organizzazione:
Dal 2017 il Festival lavora alla valorizzazione del patrimonio culturale di Vicenza. Alcuni dei più suggestivi luoghi della Città Patrimonio Unesco vengono esaltati nella loro intrinseca bellezza e utilizzati come valore aggiunto della proposta artistica.
Gli spazi urbani e i luoghi storico-artistici della città si fanno dunque palcoscenico e diventano luogo d’incontro, di ritrovo e di partecipazione culturale. Be Popular si articola in luoghi più tradizionali e convenzionali, come il Teatro Astra o il Teatro San Marco, o spazi quali il Cortile e i Sotterranei di Palazzo Thiene, che vengono animati dalle numerose proposte della rassegna.
Il festival è diffuso nel centro città e travolge le strade del centro storico in occasione de La parata dei buffoni, un festoso corteo di giullari e buffoni medievali.
Michele Mori, Marco Zoppello, La parata dei buffoni, BePopular, ph. Giulia Scattini
La sfilata, esito del laboratorio intensivo L’arte del Buffone condotto da Michele Mori e Marco Zoppello, ha visto la partecipazione delle allieve e degli allievi, che hanno intrattenuto il pubblico con salti e acrobazie, raccontando storie e recitando novelle, in una festa gioiosa e coinvolgente.
La decima edizione di Be Popular è dedicata al centenario della nascita di Dario Fo, e l’omaggio si realizza attraverso la mostra Dipingere movimento e il ciclo di letture L’eredità del giullare.
Stivalaccio Teatro, L'eredità del giullare, BePopular, ph. Giulia Scattini
L’esposizione alla Sala dei Pegni del Palazzo Del Monte di Pietà, inserita nelle Celebrazioni ufficiali per i Cento anni di Dario Fo, promosse dalla Fondazione Fo Rame, esplora Dario Fo in qualità di pittore, mentre le letture, tratte da La Bibbia dei Villani e L’osceno è sacro, esplorano testi meno conosciuti dell’autore, valorizzandone l’eredità artistica. I sotterranei di Palazzo Thiene fanno da cornice intima e suggestiva delle letture, tra comicità e dramma. Per ciascuna delle serate previste, i testi recitati sono diversi: il pubblico è dunque invitato a tornare per seguire gli appuntamenti successivi.
Novità della decima edizione del festival sono le lezioni-spettacolo Viaggio nella Commedia dell’Arte, condotte dal giornalista de “Il Sole 24 Ore” e voce storica di RadioTre Antonio Audino, appuntamenti che hanno luogo in una sala del Palazzo Del Monte di Pietà, in cui la Commedia dell’Arte dialoga con gli affreschi dello spazio.
Stivalaccio Teatro, Viaggio nella Commedia dell'Arte, BePopular, ph. Giulia Scattini
Il giornalista presenta alcune delle maschere della Commedia dell’Arte, come Arlecchino e Pantalone, con l’intervento di un attore di Stivalaccio Teatro che le indossa e le interpreta dal vivo.
Per la decima edizione si aggiunge come luogo del festival il Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza. Negli spazi del chiostro la compagnia Fabula Teatro, vincitrice del bando Pop-Up a sostegno della produzione per artisti under 35, ha presentato il 21 agosto in prima nazionale Rocambolesche vite sul ceppo, creazione che rappresenta il risultato della residenza, con il sostegno di Associazione B.E.P.O.P e il tutoraggio di Stivalaccio Teatro.
Fabula Teatro, Rocambolesche vite sul ceppo, BePopular, ph. Giulia Scattini
Lo spettacolo racconta la storia di una strega, un ladro e un assassino condannati a morte e interpretati da tre attori che in scena recitano, cantano e suonano. Poco prima dell’esecuzione capitale, i personaggi ripercorrono la propria vita attraverso i motivi delle antiche fiabe popolari.
Il festival si propone dunque come piattaforma per nuove proposte artistiche, con un occhio di riguardo alla formazione, offrendo inoltre la possibilità di partecipare gratuitamente a un laboratorio collettivo di critica e giornalismo teatrale dedicato ai linguaggi del contemporaneo, tenuto da Andrea Pocosgnich, fondatore di “Teatro e Critica”.
A quasi quarant’anni dal debutto, la compagnia Donati/Olesen ha portato in scena Buonanotte Brivido, spettacolo che continua a divertire e sorprendere il pubblico.
Donati/Olesen, Buonanotte Brivido, BePopular, ph. Giulia Scattini
I tre interpreti, nel ruolo di attori radiofonici alle prese con un misterioso caso di omicidio da risolvere, tra canto, clowneria e ventriloquismo danno vita a una comicità surreale e coinvolgente, arricchita dalla loro capacità di ricreare ambienti e rumori.
Be Popular riesce a conciliare proposte più leggere e spensierate con tematiche più dense e impegnate.
Mario Perrotta, in una maratona teatrale della durata di circa tre ore, ha presentato i due storici lavori Italiani Cìncali e La Turnàta. Gli spettacoli, scritti da Mario Perrotta e Nicola Bonazzi e interpretati da Mario Perrotta, sono indipendenti ma complementari in quanto fanno parte dello stesso progetto, teso a ricordare l’emigrazione italiana del dopoguerra, rispettivamente in Belgio e in Svizzera, richiamando l’attenzione sulla tragedia di Marcinelle e gli accordi Italia-Belgio per l’invio di lavoratori in cambio di carbone. L’interprete, solo in scena, trasmette le testimonianze raccolte, dà voce a storie di partenze, di lunghi viaggi in treno, di grandi aspettative e speranze disattese, di una realtà lavorativa durissima e delle morti sul lavoro nelle miniere.
In Italiani Cìncali l’attore veste i panni di Pinuccio, un giovane postino che, essendo tra i pochi a saper leggere e scrivere, si ritrova a fare da tramite tra gli uomini emigrati per lavoro e le donne rimaste sole in paese: per dare loro coraggio inventa storie su un Belgio diverso, diventando così custode dei segreti e delle bugie che i lavoratori inventano pur di non far preoccupare i propri cari sulle reali condizioni di lavoro. L’attore ricorda i suoi interminabili viaggi in treno da bambino, dal Salento verso Bergamo, dove lavorava il padre, durante i quali si divertiva a inventare storie sulla sua famiglia.
Nella seconda parte della serata, in La Turnàta, Mario Perrotta interpreta Nino, un bambino che racconta il viaggio di ritorno della propria famiglia dalla Svizzera al paese d’origine, in Salento.
Mario Perrotta, Italiani Cìncali, BePopular, ph.Giulia Scattini
Nino è un “bambino clandestino” in quanto la normativa svizzera impediva ai lavoratori stagionali di portare con sè la propria famiglia. Per non separarsi dai propri cari, molti italiani entravano in Svizzera nascondendo i bambini nel bagagliaio dell’auto. Nino era uno di questi, costretto a vivere nascosto in casa, senza poter uscire; il mondo che immagina è dunque costruito attraverso la fantasia e i racconti.
La maratona si conclude con l’invito, da parte di Mario Perrotta, a non dimenticare questa parte di storia - di cui si sa pochissimo e che riguarda in buona parte il Nord Est dell’Italia - e con una riflessione sulle condizioni lavorative e abitative che i migranti affrontano oggi nel nostro Paese.
Gli spettacoli di teatro popolare permettono di avvicinare il pubblico al teatro con prezzi e proposte accessibili, che parlano a pubblici diversi, ma senza scadere in semplicismi. Al contrario, come ricorda Antonio Audino, in occasione di una delle conferenze Viaggio nella Commedia dell’Arte, Stivalaccio Teatro si occupa del recupero e della valorizzazione del patrimonio delle maschere e della Commedia con grande attenzione filologica.
La distanza con gli artisti diminuisce e il pubblico si sente partecipe: si abbatte così quella barriera del teatro tradizionale che talvolta può essere respingente per chi non lo frequenta abitualmente. L’atmosfera generale che si respira è informale, fino a distendersi completamente nei momenti del BE PARTY!, occasioni di danza e festa, il primo a conclusione della prima settimana, il 22 agosto con Le Tempestose Swing Trio, e il secondo il 28 agosto con La Famiglia Rubinetti, a ribadire il ruolo del festival come occasione di aggregazione.
Un festival che valorizza la tradizione esplorando le diverse declinazioni e possibilità del “popolare”, capace di comunicare a più pubblici, in un’ottica di cultura come bene comune e condiviso, con attenzione al territorio e ai luoghi della città.
Festival osservato: Be Popular Festival
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS