TourFest2026 | Per un linguaggio audiovisivo dinamico


Di Teresa Messina

Cosa vuol dire essere un giovane all'interno del circuito dei festival? Animaphix - Nuovi Linguaggi Contemporanei lo racconta a ogni sua edizione, giunto alla dodicesima: coinvolgendo volontari locali e giovani provenienti da diverse regioni italiane costruisce l'anima della manifestazione, un concreto sostegno che unisce più spiriti. Tra persone che tornano annualmente e nuovi arrivati, si crea il clima perfetto per il consolidamento di una comunità, un legame che può andare oltre il perimetro del festival e favorire la nascita di una rete relazionale in continua espansione tra persone e culture. Le connessioni tra gli individui sono l'essenza primordiale del bisogno di creare uno spazio di scambio reciproco in un’interazione dove conoscersi, scoprire e partecipare rappresentano un linguaggio comune per avvicinare diverse menti. Il contesto culturale costituisce il pretesto per una condivisione sociale e intellettuale. Essere un volontario, in particolare ad Animaphix, significa poter apprendere attivamente dall'ambiente circostante attraverso le attività proposte, le proiezioni presentate, le mostre disponibili, le chiacchierate con gli ospiti e con chi il festival lo costituisce. Svolgendo piccole mansioni, un volontario risulta essenziale per il corretto svolgimento delle serate, ogni postazione assegnata rappresenta un tassello imprescindibile del grande mosaico che è il festival. Tutti i ruoli sono fondamentali, i volontari sono le prime persone con cui si interfaccia il pubblico, ritrovando nei loro volti e sorrisi la personificazione dell’evento. La possibilità di partecipare prestando il proprio aiuto nell’informalità dell’ambiente permette di accrescere le proprie capacità, superando anche eventuali limiti della propria personalità come l’insicurezza. Entrare a far parte di un gruppo di volontari vuol dire trovare una grande famiglia pronta a sostenerti.

Perché Animaphix non è un semplice festival del cinema?
Animaphix - Nuovi Linguaggi Contemporanei è una grande macchina che continua a espandersi, non solo nel territorio bagherese attraverso il coinvolgimento delle scuole, ma collaborando anche con festival esterni come Sopravènto, ospitato dal comune di Fano. Lo sguardo che restituiscono i direttori artistici, Rosalba Colla e Andrea Martignoni, va oltre il territorio in cui si instaura, il comune di Bagheria, raggiungendo artisti di tutto il mondo, affermandosi come Festival Internazionale del Film d'Animazione: la programmazione supera il cinema così come lo conosciamo tradizionalmente: Unknown Quantum Objects di Alessandro Bavari è un excursus visionario su delle ipotesi scientifiche della meccanica quantistica animate anche attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, mentre Procrastination Yoga! di Paulina Ziółokowska è una guida con esercizi per procrastinare più velocemente, realizzato con disegni che cambiano continuamente forma e materia, dalla pittura alla scultura. In questa dodicesima edizione, Animaphix ha dedicato ancora una volta la sua attenzione al cinema sperimentale e all’animazione, dove presenza e assenza risultano essere due ambivalenti continui nella narrazione dell'immagine in movimento e non solo. La retrospettiva dedicata a Segundo de Chomón, in collaborazione con la Filmoteca de Catalunya e l'Istituto Cervantes Palermo, riscopre uno dei pionieri delle illusioni ottiche del cinema muto e delle origini: le sue opere ancora stupiscono per gli infiniti interventi sulla pellicola, dove la materialità del montaggio costituisce la prima forma di ibridazione audiovisiva dell'animazione. Tra geometrie complesse, illusioni prospettiche, colore applicato e sperimentazione dello stop motion, Segundo de Chomón rappresenta una tappa fondamentale nella narrazione di un festival che fonda le sue radici nella sperimentazione audiovisiva.

Animaphix New Contemporary Languages Film Festival, ph. Teresa Messina

La mostra del giovane artista locale Davide Fontana, Sospensione. Forme di un'eco a cura di Rosalba Colla, apre a un percorso visivo sulla sfera acustica, tematica ricorrente sia nelle opere presentate sia nei suoni accostati, il punto di partenza dell’artista, musicista oltre che scultore. La materialità che unisce disegno e scultura è ricorrente nelle opere di Fontana, con la rappresentazione di strumenti musicali in dialogo con la figura umana. Affascinato dalla forma della campana negli strumenti a fiato come la tromba, la sua visione artistica si racchiude in questo elemento: luogo in cui nasce e cessa la melodia, tra espansione e ripetizione nel tempo e nella forma scultorea. Il suono o il rumore risultano astratti ma ben integrati e coinvolti nella fisicità delle sue sculture, sia attraverso gli elementi musicali rappresentati che costituiscono la materialità dell’acustica, sia dalla sensorialità della fruizione della mostra data dai suoni in sottofondo, qui lo strumento musicale può fiorire o implodere tra pace e irrequietezza dello stato d'animo umano. Le diverse opere, tutte monocromatiche e dai titoli che rimandano alla sfera musicale e acustica, vengono accompagnate da effetti sonori: l’armonia si trasforma in rumore in un disfacimento degli accordi. Il cuore della mostra è la ripetizione materica, la memoria, l'unione e lo sgretolamento della forma tra presenza e assenza, tra astrazione e forma concreta, dove si introduce l'intervento dell'uomo. Un esempio è rappresentato dall'opera principale, Eco: una giovane figura umana sostenuta e trafitta da un insieme di strumenti a fiato che ricordano le chiarine, completamente assuefatta dalla massa, sospesa, abbandonata a sé, rimane immobile nella ridondanza del suono che si diffonde. Un'altra opera di impatto, che prende il nome dalla pausa musicale, è Sospensione.

Davide Fontana, Sospensione, Animaphix New Contemporary Languages Film Festival, ph. Teresa Messina

Realizzata con detriti, sedie della nonna, stracci ed elementi leggeri, crea una fusione tra questi elementi, che dal basso ristagnano all'interno della massa, prendendo una forma che ricorda una sacca viscerale, e risalendo verso l'alto esplodono in infiniti flauti dolci.

Oltre l’audiovisivo: l’immersività interdisciplinare
L'interdisciplinarità di Animaphix non si ferma alle mostre nei vari spazi di Villa Cattolica, che ospita gran parte delle attività, ma coinvolge musicisti come Marta Del Grandi, protagonista dello spettacolo di chiusura, oppure come Antonio Di Martino e la sua collaborazione con la regista e animatrice Giulia Conoscenti, nella presentazione del videoclip nato per il nuovo brano dell'artista, Agua, ¿dónde vas?, ispirato a una poesia di Federico García Lorca in un'opera che abbraccia musica, animazione e letteratura: così si definisce la continua dinamicità nei linguaggi del festival. La sperimentazione audiovisiva sostenuta da Animaphix si rfilette nelle diverse sezioni in concorso e dai relativi premi assegnati: Grand Prix, vinto da Sasha Svirsky con Unidentified Nonflying Objects (UNO); Bendazzi Award, per il miglior film nazionale vinto da Alessandro Bavari con Unknow Quantum Objects; Best Experimental Award, riconosciuto a Paulina Ziółokowska per il suo Procrastination Yoga!; Best AniDoc Award, nell'ibridazione tra documentario e animazione vinto da Natalia Mirzoyan con Winter in March; Best Animated Painting Award, ottenuto da Juan Camilo González Jiménez con il suo Decay; Premio Soundscape, che riconosce l'operato nel sound design a Alexey Zelensky e Larissa Kischk in UNO; e infine, lo Youth Jury Award, dove anche i giovani hanno la possibilità di costituire una giuria, assegnato a The Pool or Death of Goldfish di Daria Kopiec. La multiculturalità, l'innovazione, l'intersezione tra materiali e discipline, il coinvolgimento di diverse generazioni, rendono magistrale il lavoro adoperato dalla direzione artistica, sempre alla ricerca di novità e opportunità per la crescita del festival. Accompagnate dalla VR Zone, postazione dedicata ai visori per la realtà aumentata dove è possibile visionare differenti corti, due novità sono state introdotte nell'interattività del festival: lo stand di Vision Ottica con l'opportunità di provare i Meta Glasses e la diffusione di differenti totem dotati di schermo per una visione tutta al singolare di differenti cortometraggi.

Shunsaku Hayashi, Vr Zone, Animaphix New Contemporary Languages Film Festival, ph. Teresa Messina

Sono scelte che permettono una fruizione diversa degli spazi e dell'audiovisivo, consentendo una vera e propria esperienza immersiva, in cui l'osservatore decide la modalità e i tempi da dedicare alla visione. Le due retrospettive proiettate in platea e all'interno delle videoinstallazioni nei totem sono state dedicate a due artisti tanto opposti quanto vicini: Shunsaku Hayashi e Zbigniew Czapla.

Incontro, Aperitivo d'autore, Animaphix New Contemporary Languages Film Festival, ph. Teresa Messina

Entrambi cineasti pittorici, diversi nella forma e nel processo artistico, ma simili nella memoria e nella rappresentazione dell'individuo, alienato dalla società. Le opere di Hayashi sono fredde, taglienti, geometriche, distopiche, talvolta lineari, trascinano l'osservatore nei meandri di una sofferenza silenziosa dell'essere. Le immagini veloci di Czapla sono morbide, caotiche, metamorfiche, figurative, fotografiche, poetiche, la rappresentazione di ogni sequenza è la memoria di un vissuto che si ripete nel tempo. Le opere Railment di Hayashi e One Time di Czapla sono accomunate dalla tematica della velocità dei treni in Giappone, sovraffollati di gente, dove il lavoro e il mezzo pubblico agglomerano, schiacciano, trascinano l'individuo. Il treno che dovrebbe essere strumento di connessione costituisce una dissociazione da sé stessi.

Tra progettazione e nuovi linguaggi
Tra i vari incontri che precedono le proiezioni serali, quello in collaborazione con TrovaFestival, Creare un festival: Idee, Visioni, Territorio, ha visto Giulia Alonzo e Oliviero Ponte di Pino, rappresentanti di TrovaFestival, dialogare con uno dei fondatori del nascente Logos Festival, Christian Guzzardi, in collaborazione con la Consulta Giovanile di Bagheria, rappresentata dal moderatore dell'incontro Valerio Tartamella.

Incontro, Creare un festival: Idee, Visioni, Territorio, Animaphix New Contemporary Languages Film Festival, ph. Antonio Calabrese

Centro della riflessione, le sfide della progettazione culturale contemporanea. I festival culturali hanno la capacità di trasformare le singole persone, la cui partecipazione è fondamentale per instaurare una piccola collettività abile nella diffusione di nuovi valori appresi nello scambio di conoscenza e informazione. Animaphix - Nuovi Linguaggi Contemporanei è un festival per chi vuole mettere in discussione il nuovo fare artistico. L'intersezione di più punti di vista e discipline costruisce uno sguardo sempre nuovo verso l'orizzonte dell'animazione audiovisiva e non solo. Ogni edizione ribadisce la forza espressiva che Animaphix restituisce al suo pubblico. Chiunque voglia scoprire la potenza dei più variegati linguaggi contemporanei viene sorpreso dalla dinamicità di un festival che ha la sua casa in una delle ville storiche bagheresi: il connubio tra la forma e la sua possibile trasformazione innesca un dialogo continuo tra l'atto artistico e la visione dell’osservatore.

Festival osservato: Animaphix New Contemporary Languages Film Festival

Progetto TourFest 2026

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS