TourFest 2026 | Sotto le stelle di D’Annunzio, tra rock e leggerezza
Di Noemi Adinolfi
Arrivato alla sua quindicesima edizione, l’ormai adolescente Festival del Vittoriale Tener-a-mente, a cura dell’associazione culturale il SensoeilSuono, ospita un’ampia rassegna musicale, con alcune incursioni teatrali, che quest’anno per la prima volta si estende fino a metà settembre. Una selezione di performer italiani e internazionali di primissimo piano, dal cantante indie Coez alla bassista statunitense Esperanza Spalding, anima l’estate di Gardone Riviera all’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, luogo d’eccezione sia sotto il profilo storico che paesaggistico, attirando un pubblico che va ben oltre i residenti delle zone limitrofe.
L'indie sul Garda
Non stupisce infatti che molti dei protagonisti di questa edizione, come la band Of Monsters and Men o il duo Kings of Convenience, abbiano scelto proprio questo palco per una delle tappe italiane dei loro tour europei: immaginato da D’Annunzio come una "conca marmorea sotto le stelle", l’anfiteatro è l’esternazione più spettacolare di un uomo che voleva trasformare la propria biografia in mito, con un’operazione di cura meticolosa della propria immagine non troppo distante da quella dei grandi personaggi della musica oggi ospitati dal festival. Dal pop all’indie-rock, passando per jazz ed elettronica, il cartellone accoglie i miti e le passioni di più generazioni, nello sforzo, assolutamente riuscito, come testimonia il "Tutto Esaurito" che ricorre nel sito web, di costituire un appuntamento immancabile e un punto di riferimento per la scena musicale festivaliera italiana.
La sera dell’11 luglio sul palco vista lago si esibisce LP, cantautrice newyorkese che ha raggiunto il successo globale nel 2017 con la ballata Lost On You. In concerto LP non si può descrivere altrimenti che scanzonata con ukulele alla mano e il famoso fischio, suo marchio di fabbrica fin dall’esordio. Tanto divertita sul palco quanto melanconica nei testi, LP apre con Girls Go Wild, canzone del 2018 che testimonia la sua perenne "outsider syndrome", pur riconoscendo lei stessa di non essere mai stata una persona al margine della scena, musicalmente o socialmente intesa; piuttosto una presenza sperimentale e difficilmente inquadrabile su cui non tutte le major sono state pronte a scommettere. L’irrequietezza e l’insoddisfazione, sentimenti esistenziali che prescindono dal contesto, attraversano buona parte della sua musica, ma, addolcite da una grande attenzione per le melodie, costruiscono un perfetto antieroe in cui è tanto facile quanto toccante riconoscersi. LP da un lato corteggia l’estetica dell’artista bohemien, dall’altro dà voce a un animo pienamente romantico, in cui il desiderio rimane incolmabile e la vastità dello sconosciuto, di quello che potrebbe essere o potrebbe essere stato, muove a una contemplazione intima dei propri limiti relazionali e professionali, una riflessione che elabora in diversi dei suoi pezzi più celebri.
Tener-a-mente porta lo spirito più struggente dell’indie pop in una cornice elegante, che esalta il lato glam di LP e della sua band, sfavillante nei pantaloni skinny brillantinati e nelle camicie sbottonate, niente da invidiare ai look di Ziggy Stardust. A completare la suggestione di una presenza scenica così nostalgicamente rock a metà serata arriva anche il temporale. Imprevisto così in linea con il tono dello show da sembrare voluto, va menzionata anche la prontezza con cui è stato gestito dal personale del festival, insieme alla fermezza da parte dei tecnici nella decisione di attendere il pieno ripristino delle condizioni di sicurezza prima di far proseguire la performance.

LP in concerto, Tener-a-mente, ph. Filippo Soncina
Più Luce! | Benedetti gli istanti
Il giorno successivo vede la messa in scena di uno spettacolo che si distingue rispetto all’ abituale programmazione del festival, più musicale che teatrale. Più Luce! | Benedetti gli istanti, regia di Paola Veneto, con gli attori Lucia Limonta e Simone Tudda, è una lettura-a-due di scritti e poesie di alcuni dei maggiori letterati del secolo scorso, nella forma di un vivace botta e risposta tra gli interpreti. Si inizia da una citazione sulla leggerezza, trait d’union dei brani scelti dalla regista di alcuni dei maggiori autori del Novecento. La lettura procede come un vivace botta e risposta tra Lucia Limonta e Simone Tudda, accostando voci molto diverse tra loro, da Walt Whitman ad Anna Achmatova, fino a Bertolt Brecht.
Se il tema scelto è sufficientemente ampio da consentire un dialogo tra opere e autori anche molto distanti, la successione dei brani e l'omogeneità del registro interpretativo tendono però a mettere in evidenza soprattutto il motivo che li accomuna. Le differenze di contesto, di poetica e di prospettiva, che costituiscono la ricchezza dei singoli testi, rimangono così sullo sfondo.
Le letture sono intervallate dalle ottime esecuzioni musicali della band bresciana Rusty Brass, che per l’occasione limita la sua natura "street" a un paio di discese dal palcoscenico in mezzo al pubblico. Prediligere un assetto più istituzionale per la maggior parte del tempo, tuttavia, non impedisce al gruppo un dialogo dai tratti comici con l’interpretazione dei due attori.
Più Luce | Benedetti gli istanti, regia di Paola Veneto, Tener-a-mente, ph. Filippo Soncina
L’anfiteatro offre la possibilità di una fruizione unica: qui l’evento culturale si intreccia inevitabilmente con il paesaggio lacustre e con il contesto storico del Vittoriale, per creare una suggestione che coinvolge lo spettatore ancor prima dell’inizio dello spettacolo e che ne arricchisce l’esperienza di un’atmosfera poetica e pacifica. Il festival Tener-a-mente rimane non solo un appuntamento fisso dell'estate musicale italiana, ma anche uno spazio versatile, capace di accogliere pubblici ed espressioni artistiche diverse in un contesto eccezionalmente votato alla contemplazione.
Festival osservato: Tener-a-mente
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS
Con il sostegno di Fondazione Cariplo