TourFest 2026 | Ripensare gli spazi culturali


Di Maria Cristina Di Fonzo

In una Trieste ormai nel pieno dell’ondata estiva del turismo di massa, Trieste Estate Fuoricentro ci fa respirare una boccata d’aria fresca (non troppo) portando spettacoli e iniziative culturali nei rioni periferici della città. La rassegna, curata da Teatro degli Sterpi con la direzione tecnica di Hangar Teatri e finanziata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, anima le piazze cittadine con spettacoli, laboratori, performance e attività pensate per coinvolgere le comunità locali.

Ileana Scora, Laboratorio di yoga, Trieste Estate Fuoricentro, ph. Maria Cristina di Fonzo

L’idea di portare la cultura fuori dai luoghi tradizionalmente deputati spunta fuori nel periodo successivo alla pandemia, quando Teatro degli Sterpi e il CUT di Trieste decidono di trasformare il TACT (Festival Internazionale di Arti Performative) in un festival itinerante, organizzando ogni edizione in un quartiere diverso. Come ci racconta Marta Pari, a un certo punto è emersa l’esigenza di andare incontro alle persone e di portare la cultura in luoghi che fino a quel momento non erano mai stati scenario di una programmazione culturale. Trieste Estate Fuoricentro, oltre a proporre eventi artistici, vuole coinvolgere attivamente le realtà del territorio e offrire un modo nuovo e diverso di vivere gli spazi pubblici. L’obiettivo è mostrare che anche i luoghi spesso percepiti come marginali o carichi di stereotipi sociali negativi possano trasformarsi in scenari per occasioni di incontro e partecipazione. Ho seguito per TourFest le giornate del 10 e 11 luglio, dedicate a Borgo San Sergio, quartiere residenziale a metà strada tra Trieste e Muggia. Qui ha fatto tappa il PGT Summer, un festival itinerante organizzato dal Polo Giovanni Toti, un centro di aggregazione che mette a disposizione dei giovani della città sale prove e spazi dedicati alla creatività. Durante il festival, si esibiscono compagnie teatrali, compagnie di danza, gruppi musicali e artiste e artisti che frequentano abitualmente il centro.

Gaetano, Trieste Estate Fuoricentro, ph. Cristina Dominique Cheminet

La prima serata è stata dedicata alla musica con i concerti dei Radio Collective, dei Gaetano e degli Echoes. Si è spaziato dal jazz all’indie, passando per sonorità latin e pop-punk. Seppur a volte con mani tremanti, tutte le band hanno saputo conquistare il pubblico con entusiasmo ed energia. Ho avuto l’occasione di scambiare due parole con i componenti dei Gaetano e ho chiesto loro cosa rappresentasse un’iniziativa come questa. Mi hanno risposto che poter contare su uno spazio gratuito dove provare e avere l’opportunità di esibirsi dal vivo con un’attrezzatura professionale è essenziale per chi muove i primi passi nella musica. Quello a Borgo San Sergio era il loro primo live e si sono divertiti tantissimo. La seconda giornata ha dedicato un pomeriggio a bambini e bambini e alle famiglie. Ad aprire le danze è stato Bob e Singer, spettacolo prodotto da Hangar Teatri e Teatro degli Sterpi. Attraverso le avventure di un duo ironico e sbadato, lo spettacolo ricorda al pubblico il valore della cura dell’ambiente e degli esseri viventi che lo abitano. Il programma è poi proseguito con tre laboratori dedicati sia ai grandi che ai piccoli: uno di ricamo creativo di Roberta Berno del gruppo Officina Lunare, quello di yoga ed equilibrio tenuto da Ileana Scora e quello di Aikido di Iwama tenuto da Enrico Neami. Dalle 19:00 il PTG Summer ha lasciato spazio alla danza con le performance di Danze Resistenti e Queering DanceSport Fluid Form.

Giulia Settomini, Val Meneau, Queering DanceSport , Trieste Estate Fuoricentro, ph. Maria Cristina Di Fonzo

Danze Resistenti è un collettivo che intreccia danza e attivismo. Il gruppo porta il proprio lavoro soprattutto nelle piazze, in luoghi atipici, dove la disciplina può fare da ponte tra persone e creare comunità. Il loro numero, basato quasi totalmente sull’improvvisazione, consiste in un continuo e profondo dialogo tra corpi e movimenti delle performers. Queering DanceSport, progetto guidato da Giulia Settomini, mette invece in discussione le norme di genere sulla pista da ballo, in particolare nei balli latinoamericani dove il ruolo del leader viene tradizionalmente assegnato all’uomo. Dopo aver ballato, si è tornati alla musica con Ongia - Banda carnevalesca di Muggia che ha offerto un repertorio di classici della tradizione folklorica locale e italiana. La serata si è conclusa con una proiezione all’aperto del film Minecraft, in collaborazione con la Cappella Underground. Nonostante un’affluenza contenuta, dovuta probabilmente al caldo e al mare, la tappa di Borgo San Sergio ha ricordato quanto, in una Trieste sempre più schiacciata dalla turistificazione, esista il bisogno di occasioni di incontro nei quartieri in cui cantare, ballare e condividere lo spazio pubblico senza lo sfondo di una nave da crociera. Trieste Estate Fuoricentro continuerà il suo viaggio tra le piazze e i quartieri della città fino al 9 agosto.  

Festival osservato: Trieste Estate Fuoricentro

Progetto TourFest 2026

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS