TourFest 2026 | La narrazione di un festival sul Mar Mediterraneo
Di Teresa Messina
Il Siciliambiente Film Festival, giunto alla sua XVIII edizione, si racconta come una rete intrecciata tra comunità e territorio, dove i temi portanti sono la sostenibilità e i diritti umani, in speranza e dedizione verso un futuro pensato per le nuove generazioni.
Ospitato dal comune di San Vito Lo Capo, sostenuto dal sindaco Francesco La Sala, il Siciliambiente Film Festival si afferma intersecando l’audiovisivo con l’educazione ambientale e civica. Molto più che un festival di cinema, toccando varie discipline, si promette di formare e sensibilizzare il proprio pubblico in favore di una maggiore consapevolezza del cittadino.
Antonio Bellia, direttore artistico, proietta la sua sensibilità in un’attenta selezione dei film in concorso, delle attività e delle associazioni con cui collabora. Il festival opera anche al di fuori della settimana in cui avviene la manifestazione. Ne è un chiaro esempio il progetto con Arpa Sicilia, associazione che si occupa della protezione ambientale nella regione, collaborando con istituti scolastici con l’obiettivo di formare gli studenti sul tema tramite il connubio tra audiovisivo ed esperti del settore. Il documentario sembra essere lo strumento più efficace per trasmettere un messaggio chiaro ai giovani ragazzi, dove i dati scientifici assumono un volto, l’attenzione a una progettazione volta al sostenibile aumenta. Gli studenti vengono guidati attraverso percorsi formativi, laboratori didattici, seminari tematici e attività sul territorio destinati a una maggiore consapevolezza volta alla promozione della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Il progetto, diviso per fasi, invita a conoscere l’immagine filmica, accrescere la conoscenza ambientale e produrre documentari nel territorio, favorendo un avanzamento della comunità.
Incontro, Luci in Sala, Sguardo sulla Terra, il cinema come strumento di educazione ambientale, Siciliambiente Film Festival, ph. Teresa Messina
Riconosciuto dal Green Film Network, rete globale che riunisce festival di cinema volti a promuovere e sensibilizzare il pubblico sui temi ambientali e di sostenibilità, e in associazione con il Gaza International Festival for Women’s Cinema, festival che supporta le donne palestinesi raccontando storie di conflitto e resilienza, il Siciliambiente Film Festival afferma ancora una volta la propria posizione politica che rigetta qualsiasi forma di violenza, già ben definita dai valori trasmessi e dalle pratiche adottate sotto la direzione di Antonio Bellia.
Palestina, Gaza e il Mediterraneo
In questa ultima edizione è stata introdotta una sezione speciale dedicata alla proiezione di opere sulle guerre in Palestina e Iran. La selezione mette in luce non tanto gli attimi macabri della guerra ma più le sue conseguenze. Ponendo lo sguardo su chi resiste, apre uno spazio di dialogo con l’obiettivo di fare breccia nell’animo umano del pubblico, generando uno scambio purtroppo necessario per le attuali atrocità che si continuano a manifestare.
Tra le altre proiezioni speciali, nella sezione fuori concorso, troviamo in programma il documentario diviso in sei brevi episodi di Donye Sacco e Marco Pasquini, Ancora Qui, le cui protagoniste sono le storie di donne che vivono tra le rovine del sud del Libano, nel villaggio di Srifa, in una terra di combattimenti continuano ostinate a persistere e ricostruire, conflitto dopo conflitto, la loro quotidianità. Il villaggio di Srifa, segnato profondamente dalla Seconda guerra del Libano, dopo vent’anni continua a vivere il conflitto, con i recenti bombardamenti ormai la guerra è depositata nelle case, nei gesti e nelle abitudini delle donne che hanno deciso di restare.
Ogni paese appena raccontato si affaccia su uno stesso mare, il Mediterraneo, legando tramite un filo rosso le popolazioni e le loro storie di resilienza.
Il Mar Mediterraneo si ripresenta più volte nella programmazione, come costante ricerca di un senso di mediterraneità che ci accomuna e unisce. Gli “Aperitivi Letterari”, momenti proposti prima delle proiezioni, offerti da Olis Geraci e Vini Lauria, riprendono il concetto di mediterraneità attraverso alcuni libri presentati, generando un dialogo tra autore e pubblico si possono mettere in luce nuovi temi e problematiche.
Diario di un pescatore pigro di Davide Ficarra, edito da I Buoni Cugini Editori, è il racconto di una stagione di pesca immaginaria che intreccia giornate vissute in anni diversi dall’autore tra Scopello, San Vito Lo Capo, Linosa, Isola delle Correnti e Mongerbino.
Presentazione, Davide Ficarra, Diario di un pescatore pigro, Siciliambiente Film Festival, ph. Teresa Messina
La pesca subacquea, racconta Ficarra, è un luogo di poesie, dove il mare, nelle sue profondità, ha la capacità di affascinare chi si immerge, generando una totale connessione tra mente, corpo e spazio affiorano musica e letteratura come unici pensieri, le poetiche acque producono scrittura. Dal granello di sabbia alla tana dei polpi, l’autore trova della pura magia nelle ore passate sott’acqua, tanto da trasformarsi da pescatore attivo a osservatore che libera i pensieri in uno stato di sospensione, “un pescatore pigro” che continua a riscoprire la bellezza del proprio mare. In questo incontro emerge ancor di più l’importanza della tutela delle nostre acque e delle similitudini che accomunano i popoli delle varie sponde, definite anche dalla storica lingua del porto, il sabir, parlata in tutto il Mediterraneo, legante che oltrepassava le differenze linguistiche e culturali, citata dall’autore.
Figli del Caos. Viaggio nell’ascolto – Volume 1: da Poceco a Corleone di Sergio Sichenze, edito da Navarra Editore, è un’opera corale con protagoniste settanta voci che raccontano la propria storia e la propria Sicilia.
Firmacopie, Sergio Sichenze, Figli del Caos. Viaggio nell’ascolto – Volume 1, Siciliambiente Film Festival, ph. Teresa Messina
Dividendo i vari capitoli con i nomi dei grani antichi siciliani, Sichenze, vuole porre l’attenzione sulla resilienza dei cittadini, forti e resistenti come i grani, che vivono in paesi che si stanno spegnendo. Risultano essere le aree interne quelle maggiormente interessate, vittime di uno spopolamento, causato anche dalla mancanza di risorse primarie come strutture sanitarie o campisanti, costringendo la popolazione a spostarsi. Il libro si pone come una rivendicazione dei diritti degli abitanti.
Il Ponte sullo Stretto di Messina
Per la chiusura del festival, è stato organizzato da Greenpeace il panel “Aggiungere bellezza per fermare il ponte sullo Stretto di Messina”, in cui dialogano Alessandro Gianni, responsabile Relazioni Istituzionali e Scientifiche Greenpeace Italia, e l’avvocatessa ambientalista Aurora Notarianni, entrambi accompagnati dalla lettura di estratti del racconto di Rossella Postorino, Certe donne nate sullo stretto, interpretati da Aglaia Mora. Il ponte viene presentato come una vera e propria oppressione per il mare: sullo stretto si insedia e vive un certo tipo di biodiversità che non troviamo da nessuna altra parte lungo le nostre coste. Il legame che si ha con l’ambiente non deve diventare sempre più marginale e disinteressato, al contrario, deve rafforzarsi in funzione di una maggiore consapevolezza di ciò che ci circonda. Il ponte non intacca solo il mare ma anche i bisogni dei siciliani, i quali vedono spendere soldi su una progettazione che rimane sempre ferma, la società Stretto di Messina S.p.A. a capitale pubblico, riattivata recentemente dal governo Meloni, fondata nel 1981, non ha mai ricercato e pianificato l’eventuale ferrovia che dovrebbe passare sul ponte, unica motivazione valida per poter giustificare la sua realizzazione. Antonio Bellia, presente e partecipante a tutti gli incontri, ha molto a cuore la tutela del paesaggio e la responsabilità collettiva, interrogando il pubblico sulle profonde trasformazioni che il nostro patrimonio naturale e culturale potrebbe subire.
Il Siciliambiente Film Festival è un luogo di scambio, di crescita e di presa di coscienza, in cui tematiche attuali sono accompagnate dalla leggerezza del contesto, in un ambiente che riesce a farti godere le attività presentate in una continua condivisione, in cui è possibile divulgare, apprendere e divertirsi. Poter seguire e vedere delle proiezioni all’aperto, accompagnati da un aperitivo locale o ascoltare musica dal vivo, come nel caso del concerto di chiusura “Dulcamara” con Gabrio Bevilacqua e Giorgia Meli, sono piccoli sprazzi dell’anima del festival.
Gabrio Bevilacqua, Giorgia Meli, Dulcamara, Siciliambiente Film Festival, ph. Teresa Messina
I vincitori
Le proiezioni presentate accentuano il carattere del cinema come mezzo capace di restituire senso e significato, scegliendo non solo di intrattenere ma soprattutto di sensibilizzare. Le diverse sezioni in concorso, composte da documentari, cortometraggi, animazione e lungometraggi di finzione, sono il cuore del funzionamento del festival. Ogni film in concorso restituisce una diversa emozione al pubblico, guardando alla sezione dei cortometraggi internazionali potremo riconoscere differenti narrazioni legate dai valori espressi dal festival.
Astronauta, cortometraggio vincitore, diretto da Giorgio Giampà, attraversa la foresta del Guatemala con lo sguardo di un taglialegna che con fascinazione e rispetto si prende cura del suo “giardino”, ammirato dalla figlia che vorrebbe, in un primo momento, seguire le sue orme.
Il mare che amo da morire, diretto da Yana Fedotova, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, partner del festival, segue i ricordi di un vecchio pescatore di provincia, intento a tessere la sua rete acchiappa le memorie di una vita passata tra onde tortuose e calme, oscillando tra bellezza e difficoltà, il suo amato mare rimane l’unica certezza.
Entrambi i film affermano la loro dedizione verso la tutela dell’ambiente, del territorio e del dare voce attraverso l’immagine filmica. La voce può assumere forma, colore, movimento e fermezza in ciò che vuole esprimere anche in opere audiovisive che non prevedono dialogo, come nel caso di due film in concorso nella sezione internazionale di animazione.
Siciliambiente Film Festival, ph. Teresa Messina
Corazòn de cartòn, corto di animazione vincitore, diretto da Catalina Ferreira Martìn, mette in luce la problematica della vendita illegale di organi e delle disuguaglianze sociali con immagini artigianali realizzate utilizzando il cartone come supporto materico, nonostante la breve durata e l’assenza di dialogo riesce a colpire lo spettatore.
Kargoosh, diretto da Ali Jamali Motlagh, corto di animazione senza dialogo, è la storia di un bambino che ha un incidente stradale ma non trova nessuno pronto ad ascoltare ciò che gli è successo, dove l’assenza della voce corrisponde con l’assenza dell’ascolto.
Nel programma tutte le visioni sono divise per colori (verde, giallo, rosso), individuando con maggiore facilità le proiezioni adatte a un pubblico più giovane, insieme alle presentazioni dei libri e le proiezioni speciali, le sezioni in concorso determinano la possibilità di raggiungere un target più ampio e vario, il Siciliambiente è un festival per tutti. È possibile notare la cura posta nei confronti del pubblico anche dalle interazioni con i membri dello staff, sempre pronti ad accogliere chiunque entri nelle sale del Siciliambiente Film Festival con un sorriso.
Raccontando gli eventi più “marginali” del festival se ne colgono la profondità, l'essenza e i valori, radicati nel Mediterraneo. Ogni elemento contribuisce a costruire un'identità complessa e coerente, in cui le diverse iniziative dialogano tra loro e restituiscono la ricchezza del Siciliambiente Film Festival.
Festival osservato: Siciliambiente Film Festival
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS