TourFest 2026 | Alla ricerca di un nuovo respiro del mondo
Di Vittoria Chillon
La XXIV edizione del Kilowatt Festival si intitola “nuovo respiro del mondo” perché nasce dalla necessità di cambiare punto di vista in questa situazione diffusa di odio e violenza. “Circolano idee inquinanti, parole insostenibili”, scrivono i direttori Lucia Franchi e Luca Ricci che continuano, nella presentazione della nuova edizione ricordando che:
C’è una parte sana del mondo, però, che non si arrende. A volte ha il fiato corto, come quando si arranca per una salita. Altre, la sua voce è un soffio appena percettibile, leggero leggero, e bisogna stare in ascolto per percepirlo.
Speriamo che queste giornate siano un modo per darci, insieme, un nuovo respiro, e per restituirlo intorno: il mondo non è di chi urla, di chi separa, di chi aggredisce.
Il mondo è di noi che vogliamo renderlo migliore: tiriamo fuori tutto il fiato che abbiamo, per riaffermarlo.
I numerosi spettacoli e le performance che caratterizzano i nove giorni di festival dimostrano la volontà di mostrare un’idea di mondo diversa, reale e ricca di valori che non si fa abbattere dalle brutalità. Nei primi giorni della ventiquattresima edizione si alternano performance di danza, circo, musica e danza urbana mentre sui palchi spettacoli teatrali di diversi generi vanno in scena.
Un esempio di “nuovo respiro del mondo” è lo spettacolo La futura classe dirigente per la regia di Caterina Marino, che nasce da una raccolta di pensieri e spunti arrivati dai bambini; diversi argomenti trattati dalle menti più giovani e senza filtri, portate poi in scena da 4 attori che, senza modificarne il senso, inscenano dibattiti e situazioni in alcuni momenti anche caotiche, in cui i pensieri dei bambini sono emersi.
Caterina Marino, La futura classe dirigente, Kilowatt Festival, ph. Luca Del Pia
Lo spettatore si ritrova a riflettere su come vengano percepiti alcuni grandi temi del nostro presente dai bambini, quanto i pensieri degli adulti possano influenzare quelli dei più piccoli e come questi ultimi interagiscano tra loro, usando soprattutto le loro voci e le parole.
L’importanza delle parole e della voce è stata, forse anche inconsapevolmente, un filo conduttore per altri spettacoli teatrali: Un po’ meno fantasma di Kronoteatro, dove la voce di un uomo timido e insicuro è così fioca che solo con un silenzio perfetto il pubblico poteva riuscire a sentirlo. In Compassione di Odin Teatret, invece, le parole diventano segno di speranza in mezzo alla guerra.
Odin Teatret, Compassione, Kilowatt Festival, ph. Luca Del Pia
Nello spettacolo interpretato da Julia Varley per la regia di Eugenio Barba, relativamente la madrina e il padrino di questa edizione di Kilowatt, si narrano storie di tre momenti di guerra storicamente lontani legando il presente con il mito. Storie accomunate dalla tragedia, dal sangue versato ma soprattutto dalla speranza che il dolore finisca e che arrivi una nuova primavera.
Il dolore e la perdita sono elementi che ritornano anche in La casa misteriosa lassù nella nebbia del duo Cuocolo / Bosetti. Un tavolo rotondo, un po’ grande per la stanza dove si trova, e alcune sedie intorno: questa è la scenografia a cui però lo spettatore non assiste da lontano ma riempiendo quelle sedie. Le luci sono spente e la porta si chiude: inizia lo spettacolo. Una narrazione horror raccontata da una sola voce che rimane inizialmente lontana e poi si avvicina sempre di più a quel tavolo, l’alternanza tra luce (poca) e il buio inscenano il ricordo di una seduta spiritica da cui lo spettatore non può scappare, avvolto nel racconto e nel completo buio.
La scelta degli spettacoli tocca i generi più diversi delle arti performative, dalla danza fino al circo. Heroes della Compagnia blucinQue ha portato sul palco un insieme di abilità circensi come l’equilibrismo e l’acrobatica che emergevano grazie ai diversi membri della compagnia. La musica dal vivo accompagna gli attori grazie ad una musicista che dapprima con un violoncello suona a centro palco e poi si defila ai margini del palco creando musica elettronica che però non rimane mai marginale.
La musica dal vivo diventa attrice protagonista dell'interessante lavoro coreografico Ad Libitum di Simon Le Borgne e Ulysse Zangs.
Simon Le Borgne, Ulysse Zangs, Ad Libitum , Kilowatt Festival, ph. Luca Del Pia
La danza e la musica accompagnano un processo di evoluzione interiore dei performer, il movimento diventa sempre più intenso e coinvolgente trascinato dal ritmo sempre più sregolato e forte della batteria che sfida la rigidità dello spartito per arrivare, assieme alla danza, all’apice della propria potenza espressiva.
Il festival da anni è diventato il simbolo di Sansepolcro in provincia di Arezzo, creando una connessione tra le persone che vivono nel borgo toscano e artisti internazionali pronti a mettersi in gioco e vivere un momento di grande comunità nelle tante sedi, chiuse o all’aperto che la città mette a disposizione per le attività del festival. La città collabora attivamente per la realizzazione del festival durante tutta la durata dell’anno: tra le tante esperienze rivolte alla comunità, che sono simbolo dell’unione tra gli abitanti e l’associazione CapoTrave / Kilowatt, la più emblematica è quella dei Visionari. Un gruppo di persone “non addetti ai lavori” senza limiti di età e alcun prerequisito richiesto, che visiona estratti di spettacoli, o studi di progetti teatrali candidati al festival. Sono cittadini mossi dalla curiosità di voler capire e conoscere la contemporaneità artistica del nostro presente che quindi, a seguito delle “visioni” si ritrovano in momenti di dibattito per arrivare a selezionare alcuni titoli che vengono poi messi in programma per l’edizione successiva del festival. Un progetto ormai consolidato che in questa edizione del festival compie vent'anni e lega davvero la città a quello che non è solo un festival di arti performative contemporanee ma un momento di grande comunità per la città di Sansepolcro.
Festival osservato: Kilowatt Festival
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS