TourFest2026 | La voce dei luoghi del silenzio
Di Nicole Pierini
La decima edizione di Suoni Controvento, sotto la direzione artistica di Gianluca Liberali, conferma la vocazione di un festival itinerante capace di mettere in rete 26 comuni umbri in un unico progetto culturale. Un percorso che invita a scoprire il territorio attraverso trekking ed escursioni tra sentieri, parchi e borghi, accompagnati da concerti, spettacoli, presentazioni di libri e incontri. Qui il paesaggio non è una semplice cornice, ma parte integrante dell'esperienza artistica.
Incontro, Ripartiamo dai Territori, Suoni Controvento, ph. Marco Signoretti
A celebrare il decennale contribuisce anche la mostra fotografica Oltre il Palco. Chi. Come. Suoni Controvento, ospitata negli spazi dell'Ex Chiesa della Misericordia di Perugia. Il progetto di Emanuele Pontani e Federico Ventriglia racconta il festival da una prospettiva insolita: quella di chi lavora lontano dai riflettori. È il primo capitolo di un'indagine fotografica tuttora in corso che documenta l'universo umano, organizzativo e logistico necessario alla realizzazione di una manifestazione diffusa sul territorio. Negli ultimi tre anni gli autori hanno seguito da vicino Suoni Controvento, scegliendo di rivolgere l'obiettivo non agli artisti o agli spettacoli, ma alle persone, ai gesti e ai processi che rendono possibile ogni evento. Le immagini restituiscono un dietro le quinte autentico, dove il rapporto tra cultura, paesaggio e comunità emerge come il vero elemento identitario del festival. Oltre il Palco costruisce così una memoria visiva di un'esperienza culturale che negli anni è diventata uno degli appuntamenti più significativi dell'estate umbra. Le due serate a cui assisto sono molto diverse tra loro, sia per il linguaggio musicale sia per il contesto che le ospita, ma condividono la stessa idea di fondo: fare della musica uno strumento capace di creare relazioni tra persone e luoghi.
Il 17 luglio il festival approda a Fossato di Vico, un piccolo comune Umbro incastonato tra le colline dell’Appennino. Ad aprire la serata sono gli Hellvillum, da "Helvillum" antico nome latino del borgo, la band locale porta sul palco un’energia giovane e una forte identità, alternando classici del rock a brani originali che traducono in musica una forte esigenza di raccontarsi, trasformando emozioni, esperienze e visioni personali in un suono autentico e con influenze molto riconoscibili.
Subito dopo arriva sul palco Chris Slade con i The Chris Slade Timeline.
Chris Slade, The Chris Slade Timeline, Suoni Controvento, ph. Chiara Benincasa
Il batterista gallese porta con sé il peso e il prestigio di una carriera che attraversa oltre cinquant'anni di storia del rock. Dalle collaborazioni con David Gilmour, Jimmy Page, Tom Jones, Asia, Uriah Heep e Michael Schenker fino agli AC/DC, il suo percorso racconta una lunga stagione della musica internazionale. Dal vivo ogni colpo di batteria conserva una precisione sorprendente e una forza espressiva che non lascia spazio alla nostalgia: l'energia è quella di un musicista che, nonostante la sua età, è ancora pienamente immerso nel presente.
Il 21 luglio il festival si sposta nella cornice di Palazzo Ducale a Gubbio. Il maltempo costringe il pubblico ad abbandonare il cortile per trasferirsi nella sala interna, ma il cambio di programma finisce quasi per amplificare il fascino della serata. Gli affreschi, gli ambienti storici e lo scorcio del Palazzo dei Consoli che si intravede dalle finestre trasformano il concerto in un dialogo continuo tra musica e patrimonio artistico.
Sul palco sale Rosa Brunello insieme alla sua band per presentare We Are Surging Waters.
Il concerto si apre con un momento di raccoglimento e partecipazione. Dal palco arriva la dedica del concerto alla famiglia Fakir, accompagnata dall'auspicio che venga fatta piena giustizia per quanto accaduto nei giorni scorsi a Bologna. È un gesto sobrio, privo di enfasi retorica, ma sufficiente a definire il tono dell'intera serata, che fin dall'inizio assume una dimensione civile oltre che artistica. Un'apertura che ricorda come la musica possa farsi anche spazio di memoria, solidarietà e presa di posizione, senza perdere la propria forza espressiva. Le composizioni tratte dal nuovo album si intrecciano con altri brani e produzioni che hanno segnato il percorso dell'artista, dando forma a un flusso sonoro capace di attraversare jazz, dub, improvvisazione e suggestioni mediorientali. È una musica che nasce dall'incontro tra culture diverse, alimentata da una ricerca continua di contaminazioni, nuovi linguaggi e dall'esperienza vissuta in Senegal prima delle registrazioni e dalla forte intesa tra i musicisti. Accanto a Rosa Brunello, Yazz Ahmed, Enrico Terragnoli e Marco Frattini costruiscono un dialogo continuo in cui nessuno cerca di emergere sull'altro: ogni intervento contribuisce a un equilibrio collettivo che rappresenta uno degli aspetti più affascinanti del concerto. La chiusura è affidata al pezzo dal titolo Witching Hours, uno dei momenti più intensi della serata. Il brano richiama l'immaginario dell'ora delle streghe per trasformarlo in una riflessione dedicata a tutte quelle donne che ancora oggi vengono giudicate semplicemente perché forti, autonome e libere. È una conclusione che riassume bene lo spirito dell'intero progetto: una musica che non rinuncia alla ricerca sonora ma che continua a interrogare il presente.
Due concerti molto diversi tra loro raccontano la stessa idea di festival. In Suoni Controvento la musica dialoga con il paesaggio, valorizza luoghi ricchi di storia e costruisce relazioni tra artisti, comunità e pubblico. È questo intreccio tra natura, patrimonio culturale e partecipazione a rendere ogni appuntamento qualcosa di più di un semplice concerto. Al termine delle due serate rimane la sensazione che il vero protagonista del festival non sia un palco o un artista, ma il territorio stesso, che attraverso la musica trova ogni volta un nuovo modo di raccontarsi.
Festival osservato: Suoni Controvento
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS