TourFest2026 | Tra danza contemporanea e natura
Di Chiara Fusco Granolla
Diffuso tra i verdeggianti paesaggi dell’Oasi Zegna, riserva naturale in provincia di Biella, giunge alla sua seconda edizione Ritrovato Festival, festival site-specific dedicato alla danza contemporanea, svoltosi quest’anno dal 23 al 26 luglio. Lo spirito fresco ed emergente di Ritrovato può sicuramente considerarsi uno dei suoi principali punti di forza: l’elemento centrale del festival, guidato dalla co-direzione artistica di Eleonora Strobino e Carmine Dipace, entrambi attivi tanto nell’ambito performativo, quanto in quello dell’organizzazione e della produzione culturale, è infatti la valorizzazione di artisti e performer under 35, per contribuire ad ampliare l’offerta culturale della zona del biellese.
Se la prima edizione di Ritrovato aveva posto al centro i luoghi e la possibilità di fruirli in maniera immersiva, soprattutto grazie alle performance proposte, spesso attivate in spazi non convenzionali, l’edizione 2026, invece, si è complessivamente diramata intorno a uno specifico tema: le “Creature”, da intendere nel senso più ampio del termine come “ogni cosa creata”, ovvero ciò che definisce l’anima di territori e regioni. Animali terrestri, come farfalle e cinghiali, ma anche figure mitologiche, tra cui le Amadriadi, sono, infatti, solo alcune delle creature che hanno popolato il festival e i suoi luoghi attraverso le performance programmate, rivendicando il proprio diritto di esistere e abitare tali spazi. Allo stesso modo, lo scarabeo Carabus Olympiae, un raro coleottero endemico della Valsessera in Piemonte, area in cui è ricompresa la stessa Oasi Zegna, è stato scelto come animale guida di questa edizione di Ritrovato, enfatizzando il legame del festival con il territorio di riferimento e le sue creature.
Durante le quattro giornate di festival i riflettori sono stati puntati sulla natura, come totalità di presenze animate e inanimate, affermando l’autoctonia come principale chiave di lettura della manifestazione. Il primo giorno di Ritrovato Festival è stato inaugurato dalla performance Vanessa Io, eseguita da Vanessa Mattei Scarpaccini presso la galleria Bi-Box Art Space di Biella.
Vanessa Mattei Scarpaccini, Vanessa Io, Ritrovato Festival, ph. Gianluca Sessa
Quella presentata è stata una ricerca coreografica, condotta dalla danzatrice stessa, sviluppatasi a partire dall’omonimia tra la performer e una particolare specie di farfalla diffusa in Europa e Asia, ovvero la Vanessa Io, per l’appunto, la quale deve il suo epiteto ad Io, sacerdotessa di Giunone. Attraverso il movimento, l’artista, interamente vestita di nero, ha dato corpo a due istinti naturali, restituendo il precario equilibrio su cui si regge la natura: da una parte, l’impulso ad esporsi, dall’altra, in totale contrapposizione, la tendenza a fuggire, riparandosi da rischi e pericoli. Coerentemente con il contesto offerto dalla galleria d’arte, la performance è stata accompagnata dall’esposizione di un’opera figurativa su carta realizzata dall’artista Paola Tassetti, lavoro originato da una riflessione visiva sul tema delle creature. L’innesto della danza contemporanea con le arti visive ha dunque contribuito alla costituzione di un fertile ecosistema culturale negli spazi di Bi-Box, favorendo la co-esistenza di varie tipologie di espressioni artistiche, che sarebbe stata destinata a fiorire nei giorni successivi.
Il secondo giorno, invece, ha accolto l’avvio della migrazione di Ritrovato dagli spazi interni di Bi-Box verso i paesaggi alpini dell’Oasi Zegna, principale sede del festival, compiendo una tappa intermedia presso Casa Zegna. Cornice di prestigio, nonché sede della Fondazione Zegna, Casa Zegna ospita attualmente una collezione permanente, relativa alla storia imprenditoriale dell’azienda, ed esposizioni temporanee dedicate ad artisti contemporanei, a cui il pubblico di Ritrovato ha avuto accesso grazie ai tour guidati del gruppo FAI, che generalmente gestisce le visite al sito. Fulcro della serata è stata, però, (e poi entrarono i cinghiali), la seconda performance in programma, realizzata in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo.
Simone Lorenzo Benini, Miriam Budzáková, (e poi entrano i cinghiali), Ritrovato Festival, ph. Gianluca Sessa
In particolare, sono stati Simone Lorenzo Benini e Miriam Budzáková, coreografi e danzatori diplomati presso la Salzburg Experimental Academy of Dance (SEAD), i protagonisti dell’esibizione, che ha portato alla luce gli aspetti più selvatici e viscerali del sé. Interessati soprattutto alla parte più inconscia dell’essere, i due performer, vestiti di paillettes nere, hanno diffuso nel parco di Casa Zegna un velo tangibile di tensione emotiva e psicologica, lasciando emergere, anche con urla esagerate e liberatorie, pulsioni irrazionali e istintive. Quella rappresentata da (e poi entrarono i cinghiali) è stata dunque una natura terrosa e torbida, evocata anche dagli animali scelti per il titolo, i cinghiali, presenze sempre più comuni negli spazi urbani e spesso responsabili di azioni, talvolta disordinate e pericolose, dettate dai più puri istinti, come la fame o la protezione.
La giornata di sabato ha segnato l’ingresso nel vivo di Ritrovato Festival, con una programmazione più densa, scandita dall’esecuzione di tre diverse performance, attivate in maniera diffusa in varie zone dell’Oasi Zegna. Ad aprire le danze è stata Dancing Strides: Lettere segrete, passeggiata coreografica guidata da Beatrice Bresolin ed Elena Sgarbossa, parti dell’associazione culturale Base9.
Beatrice Bresolin, Elena Sgarbossa, Dancing Strides: Lettere segrete, Ritrovato Festival, ph. Gianluca Sessa
Il gruppo di partecipanti è quindi partito dal Bocchetto di Sessera per raggiungere l’Eremo di Maria, non prima di ricevere in affido una lettera, il cui contenuto era destinato a rimanere segreto fino ai momenti finali della camminata. Lungo il sentiero, il pubblico è stato invitato a concentrarsi sull’hic et nunc, volgendo l’attenzione soprattutto ai dettagli, anche quelli meno evidenti, grazie a un contatto diretto con la natura circostante. Seguendo un’antichissima tradizione, avviatasi con Aristotele e i peripatetici, Dancing Strides: Lettere segrete, ha così permesso la creazione di uno spazio di intima riflessione, e contemporaneamente, di condivisione, trasformando la camminata, il gesto forse più assimilabile alle azioni involontarie secondo Frédéric Gros, uno strumento di attivazione fisica e mentale. Ad accogliere il pubblico in rientro dalla passeggiata è stato Glauco Salvo, musicista e artista del suono, che, all’interno della Locanda Bocchetto di Sessera, ha presentato un live set del progetto Field Studies, una serie di concerti, laboratori e pubblicazioni audio basati sulla sovrapposizione di musica elettronica e registrazioni ambientali. Particolarmente interessante e ben riuscita è stata la scelta della direzione artistica di accompagnare la performance musicale da un’interprete LIS, presenza garantita dal patrocinio stabilito dal festival con il Pio Istituto dei Sordi di Milano. Infatti, a distinguere Ritrovato come manifestazione nel panorama culturale regionale non è solo il suo carattere innovativo, ma anche una significativa attenzione alle varie tipologie di accessibilità, ancora troppo poco affermata in Italia. A partire dal sito, che permette l’utilizzo del plugin Ally, in grado di migliorare l’usabilità del portale anche per gli utenti con disabilità sensoriali o neurodivergenti, Ritrovato si impegna a garantire la fruizione dell’evento per tutti i pubblici, per esempio mettendo a disposizione dispositivi, come le joelette, che favoriscono il raggiungimento delle diverse location del festival per i partecipanti con disabilità motoria, e rinnovando la collaborazione con il Pio Istituto dei Sordi, che ha integrato la comunicazione della manifestazione con la traduzione dei contenuti pubblicati in LIS. In particolare, l’interprete presente durante la performance ha tradotto simultaneamente i suoni riprodotti dall’artista, rendendo possibile seguirne lo svolgimento da parte di tutti i fruitori.
Michele Ifigenia Colturi, Amadriadi , Ritrovato Festival, ph. Gianluca Sessa
È stata infine Amadriadi, coreografia di Michele Ifigenia Colturi, a concludere la programmazione della giornata di sabato. Ninfe dei boschi della mitologia greca, le Amadriadi erano indissolubilmente legate alla vita degli alberi in cui vivevano, al punto da decedere anch’esse insieme alla pianta. Proprio tale connessione si è affermata come elemento centrale della performance proposta, la quale, quasi come per magia, ha presentato al pubblico figure femminili radicate al terreno i cui corpi sembravano fondersi completamente con la natura circostante, arrivando a muoversi e a ondeggiare, quasi in assenza di gravità, come le foglie di un albero.
Ritrovato Festival non si limita ad aprire una finestra sul panorama della danza contemporanea italiana nell’area del biellese, ma si afferma come una reale occasione per ri-trovare il territorio e ri-trovarsi. La danza e le diverse espressioni artistiche coinvolte dalla manifestazione, non più relegate alla scatola nera del teatro o a quella bianca del museo, si trasformano così in dispositivi attraverso cui abitare la natura, intensificando il legame con essa e con le sue creature.
Festival osservato: Ritrovato Festival
Progetto TourFest 2026
A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS