TourFest2026 | L'arte come strumento di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio


Di Giulia Marcellini

Portraits On Stage è un progetto dell'Associazione Settimo Cielo, con la direzione artistica di Gloria Sapio: il primo e unico festival estivo che attraversa la Valle dell'Aniene e del Giovenzano con spettacoli di musica, danza e teatro dedicati all'arte figurativa. Giunto alla sesta edizione, nel 2026 si è svolto dal 16 maggio al 2 agosto, con 33 eventi in nove Comuni (Arsoli, Anticoli Corrado, Marano Equo, Roviano, Subiaco, Licenza, Gerano, Cave e Rocca Santo Stefano), suddivisi in due sezioni, Paesaggi e Arte in Cammino. L'obiettivo è mettere l'arte al centro di un dialogo con il territorio, come strumento di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio locale.

Eroi e Letteratura a Villa di Orazio, Licenza
Lo spettacolo teatrale Eroi e Letteratura, firmato da Aleksandros Memetaj e Yoris Petrillo che ne sono anche interpreti insieme ad Anne-Gaelle Stéphant e Caroline Loiseau è andato in scena a Licenza, in provincia di Roma, nella suggestiva cornice della Villa di Orazio, immersa nel verde del Parco Regionale dei Monti Lucretili, aperta per l’occasione.

Aleksandros Memetaj, Yoris Petrillo, Eroi e Letteratura, Portraits On Stage, ph. Gianni Boattini

Donata al poeta da Mecenate tra il 33 e il 32 a.C., fu la sua residenza d'otium: il rifugio in cui Orazio si ritirava per scrivere e riflettere e che ricorre spesso nelle sue Odi. Non si tratta di un semplice sfondo scenografico, ma del luogo in cui il poeta compose i suoi versi sull'eroismo e sulla natura umana. Proprio in questo spazio carico di storia, danza contemporanea e lettura di testi classici sulla figura dell'Eroe si sono intrecciate in uno spettacolo, reso ancora più suggestivo dal dialogo naturale tra il luogo e il tema portante della performance. Da un lato Aleksandros il narratore, appoggiato a un leggio, guidava lo spettacolo leggendo direttamente alcuni passi meno noti di due grandi classici della letteratura, l'Odissea e l'Iliade. Il suo rapporto con il pubblico era immediato: si rivolgeva agli spettatori e riusciva a trasportarci con la fantasia nel passato, per poi riportarci bruscamente al presente con battute e aforismi, in un continuo andirivieni temporale che ha attraversato tutta la performance. Attorno a lui, i performer si muovevano al ritmo della musica e delle sue parole, occupando liberamente ogni spazio della scena: volteggiavano, cadevano a terra, si rialzavano, sprigionando un'energia fisica capace di dare corpo e movimento ai testi appena letti. Confrontandomi con la direttrice artistica Gloria Sapio, è emersa la riflessione che ha ispirato lo spettacolo: riportare in scena il passato, ciò che duemila anni prima poteva essere rappresentato nella stessa Villa di Orazio, ma con occhi diversi. Parole, suono e movimento si sono intrecciati per restituire al pubblico momenti intensi e carichi di forza evocativa, in un'atmosfera intima, quasi viva, come se il luogo stesso respirasse. La partecipazione del pubblico è stata molto sentita: il festival itinerante può contare su un pubblico fedele proveniente da fuori Comune. La scena era volutamente intima, con un massimo di venti spettatori, come se ci si trovasse trasportati nel passato, immersi nel bosco tra i mosaici della Villa. Il sito era raggiungibile solo in auto, senza navetta, e non c'erano indicazioni né lungo il percorso né in prossimità del paese, se non direttamente sul luogo. Nessun manifesto, banner o sponsor: solo il luogo e lo spettacolo.

Balloons. Storia di una grande amicizia alla Scuola elementare P.zza A. Corsi, Licenza
Un'altra tappa del festival ha riguardato la sezione dedicata ai bambini, Il Cammino dei Piccoli, in scena presso la scuola elementare di piazza Corsi, sempre nel comune di Licenza, con la precisa volontà di abbattere la barriera tra il luogo dello spettacolo e la quotidianità dei bambini, avvicinandolo alla loro vita di tutti i giorni, perché non risulti un luogo estraneo. Balloons. Storia di una grande amicizia: una divertente avventura di teatro di figura, con pupazzi a forma di palloncino e colonna sonora originale.

Giulio Settimo, Balloons. Storia di una grande amicizia, Portraits On Stage, ph. Giulia Marcellini

Il racconto affronta temi universali come la solitudine e il valore del legame con l'altro, mostrando come quest'ultimo possa superare differenze, paure e diffidenze iniziali. La storia segue le vicende di un bambino alla ricerca di un compagno con cui condividere le proprie giornate: nel suo cammino stringe un legame speciale con la natura che lo circonda e incontra un cagnolino fedele, che diventerà la sua guida e il suo punto di riferimento lungo tutto il racconto. Ad arricchire la trama entra in scena un cattivo drago verde, il cui verso minaccioso semina paura tra tutti gli abitanti del bosco. Grazie al coraggio del bambino e all'aiuto del suo inseparabile cagnolino il drago, temuto da tutti, si trasformerà in un nuovo alleato: da quel momento in poi non incuterà più timore a nessuno, ma diventerà parte della piccola comunità di amici.

A emozionare, oltre alla delicatezza della storia, è stata soprattutto il sapiente uso della voce, capace di dare vita ai palloncini insieme a un'animazione manuale di rara precisione, ogni movimento delle figure era talmente curato e preciso da restituire l'illusione di assistere a un vero e proprio cartone animato. Giulio Settimo ci ha raccontato il suo percorso artistico. Formatosi all'Accademia di Teatro di Figura in Croazia, ha costruito la sua identità artistica non solo come attore, ma anche come animatore di figura. Balloons è il suo spettacolo di diploma, nato quasi per caso e scritto direttamente dall'artista, senza l'intenzione iniziale di diventare altro. Eppure, da quel momento, diciotto anni fa, lo spettacolo ha iniziato un viaggio che lo ha portato in giro per il mondo, attraversando culture e lingue diverse: merito, non da poco, dell'assenza totale di testo, che lo rende immediato, universale e comprensibile ovunque, senza bisogno di traduzioni. Uno spettacolo pensato per i bambini, ma capace di emozionare anche gli adulti: i bambini, e anch'io con loro, siamo stati completamente rapiti da uno spettacolo magnetico.

L'applauso finale dei piccoli spettatori ha chiuso in bellezza un appuntamento che ha centrato il suo obiettivo. Portare questo spettacolo direttamente nelle aule scolastiche ha dimostrato quanto il teatro possa integrarsi nella quotidianità dei bambini, lasciando loro non solo un bel ricordo, ma anche un messaggio chiaro sull'importanza dell'amicizia e dell'inclusione.

Festival osservato: Festival Portraits On Stage

Progetto: TourFest 2026

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS