TourFest 2026 | Il cinema è un sogno estivo sotto le stelle


Di Teresa Messina

L’Ortigia Film Festival si svolge nell’isolotto siracusano, tra i vicoli si respira l’atmosfera del paesino siciliano fermo nel tempo, in contrasto con le stradine principali animate da gente di passaggio, turisti in cerca della bellezza delle architetture di Ortigia. Il festival permette di ammirare e conoscere la storia della località marittima, distribuendo le sale in luoghi di interesse. Lo spettatore è accolto nell’eleganza che può trasmettere un’isola “del cinema” che, dopo essere stata scelta come sfondo per film come Malèna di Giuseppe Tornatore, continua ad affascinare dell’occhio cinematografico. La direzione artistica di Lisa Romano e Paola Poli costruisce un festival dal gusto estetico raffinato. La programmazione, la ricerca degli artisti coinvolti, gli ambienti scelti tradiscono l'attenzione per i dettagli. Il pubblico ha la possibilità di conoscere nuove realtà artistiche, tra cinema, arte e design le discipline convergono nel tema scelto per questa diciottesima edizione: Oltre il tempo, Memoria e Visione. La tematica riafferma ciò che l’Ortigia Film Festival rivendica: il bisogno di fare cinema ed espandere la propria conoscenza in un presente che non ha tempo, in una linea elastica che continua a estendersi senza arrestarsi. Quando il vento non soffiava è l’opera scelta per l’identità visiva di quest’anno, realizzata da Mirko Leuzzi, artista che sposa l’idea di leggerezza, il tema del manifesto. 

Una donna distesa e circondata dai fiori del prato coinvolge in una leggiadra sospensione del tempo, forse perduto o mai esistito, definito da Leuzzi come un rifugio in cui tornare e soffermarsi. L’immagine-manifesto donata dall'artista entra così a far parte del progetto artistico-culturale: OFF sposa L’Arte, che prevede l’esposizione di alcune opere dell’artista durante il periodo del festival. L’opera verrà poi raccolta insieme alle immagini che hanno caratterizzato le edizioni precedenti per realizzare una futura mostra permanente, in un dialogo continuo tra cinema, arte e territorio. Il festival si divide, come le sale, in tre sezioni principali premiate dalla giuria: concorso internazionale di cortometraggi, lungometraggi e documentari, a cui si affiancano le proiezioni speciali e i premi del pubblico.

Sala Vittorini: cortometraggio e off scuole
La piccola e accogliente Sala Vittorini si trova all’interno della cineteca di Ortigia, il suggestivo cinema indipendente che ospita i cortometraggi in concorso, alternati da proiezioni presentate da diversi istituti audiovisivi sotto la firma OFF Scuole, per promuovere i giovani registi emergenti selezionando un rappresentante per ogni scuola partecipante.

La parola amore non esisteva (2025), in collaborazione con NABA, è un intimo ricordo di famiglia della regista Eva Demattè, tra un presente spento dalla perdita e un passato vivido. Il film ripercorre la vita di una coppia non sempre felice e ciò che lascia nella memoria di un uomo che sogna a occhi aperti insieme alla nipote. Los murciélagos han abandonado el campanario (2025) di Alfonso e Manuel Bernal, in collaborazione con la scuola spagnola ECAM, è un dark-fantasy dal gusto estetico da copertina, dal forte senso fotografico e compositivo in ogni inquadratura, protagonista un regista vampiro che desiderare solamente riprende per la prima e ultima volta i raggi del sole. Ser un Hombre (2025) di Lucas Parra, premiato come Miglior Cortometraggio e il Premio Laser Film, ci pone nella prospettiva di un bambino ansioso di diventare uomo, in una dinamica patriarcale dove non è ammesso mostrare i propri sentimenti e anzi bisogna affermare la propria forza sull’altro. L’innocenza del ragazzino viene subito eliminata: è costretto a seguire i più grandi durante una giornata di caccia, uomini che lo portano a bere vino, a sparare il primo colpo di fucile e a mentire per mostrare lealtà. Tornato a casa, la dinamica persiste e la preoccupazione nello sguardo materno rivela la carica emotiva di chi non può dire nulla. Il suo bambino sta diventando un uomo.

Sala del teatro: documentari e proiezioni speciali
Il Teatro Massimo di Siracusa, costruito dall’architetto che realizzò il Teatro Politeama di Palermo, Giuseppe Damiani Almeyda, avvolge nella sua eleganza ottocentesca il pubblico in sala, per una selezione di proiezioni speciali, OFF Talks, lungometraggi in concorso e documentari. The Pillow Book (1996) di Peter Greenaway, ispirato dal capolavoro letterario del periodo Heian di Sei Shonagon, racconta la storia di Nagiko e del suo ossessivo desiderio per la calligrafia e la scrittura tramutati in gesto carnale. I corpi vengono così usati dalla protagonista come tele per il piacere dell’inchiostro e del pennello.

Peter Greenaway, Ortigia Film Festival, ph. Teresa Messina

Le immagini sovrapposte e frammentate suggeriscono una visione tattile, i fotogrammi trovano una loro impaginazione nello schermo su cui vengono proiettate. Questa pellicola, che vede tra i protagonisti un giovanissimo Ewan McGregor nel ruolo di Jerome, accompagna lo spettatore grazie alla sua poetica letteraria e alla sua estetica in un limbo tra sogno e incubo mondano, dove i personaggi possono perdersi e forse ritrovarsi. La Leggenda del deserto (2026), in concorso tra i documentari, è il viaggio nel tempo della regista Elisabetta Giannini che segue lo sguardo della sorella, Carolina, verso il deserto del Sahara. Dopo averlo visitato una prima volta da bambina, Carolina torna insieme alla sorella su quelle dune per dare voce alla popolazione dei Saharawi, costretta a rifugiarsi in accampamenti e villaggi da loro costruiti tra la sabbia, impossibilitati a fare ritorno nella loro terra, da anni occupata dalle truppe marocchine. Il vento accompagna una narrazione amara ma piena di speranza e nostalgia per un luogo definito casa anche dalle nuove generazioni che non lo hanno mai conosciuto.

Sala Minerva: la serata di premiazione
Protagonista della serata di chiusura con la premiazione finale, la Sala Minerva, allestita in piazza Duomo, è il luogo perfetto per immergersi tra cinema e arte, accompagnati dalla bellezza del cielo stellato. Il clima leggero e sognante ha seguito le note dell’esibizione di Marco Manusso, che ha dedicato con la sua chitarra acustica un brano al festival.

Marco Manusso, Ortigia Film Festival, ph. Teresa Messina

La luna piena della serata e le costellazioni sono diventate protagoniste con l’ospite Simone Morandi, ovvero Simon and the Stars. Associando tre film ai tre gruppi dei segni zodiacali ha lanciato un augurio di nuovo inizio al pubblico. Nell’OFF Talks a cui ha partecipato, il regista Peter Greenaway si è raccontato con entusiasmo, esprimendo le sue considerazioni sul nuovo cinema e nuovi mezzi, come l’utilizzo dell’AI, che invita ad adottare senza paura per dare un futuro al cinema. La serata si è conclusa con la visione di La gioia (2025) di Nicolangelo Gelormini, vincitore dei premi come Miglior Film e Miglior Sceneggiatura. Il film, liberamente ispirato all'opera teatrale Se non sporca il mio pavimento di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, racconta di un sanguinoso fatto di cronaca centrato su un amore morboso, un affetto nato dall’esigenza di scappare dalla realtà, un episodio dalle molteplici vittime e carnefici.

Tappa fondamentale per cinefili, locali e turisti, l’Ortigia Film Festival trasforma il sogno estivo in una certezza: promuovere e sostenere la cultura cinematografica, avvicinando un pubblico sempre più ampio al mondo dell’audiovisivo. Giunto alla sua diciottesima edizione, il festival conferma la sua anima leggera e profonda. Perché il cinema non ha tempo: si ferma, si riscopre e si espande.

Festival osservato: Ortigia Film Festival

Progetto TourFest 2026

A cura di Associazione TrovaFestival in collaborazione con Ateatro ETS