Dopo 40 anni, il festival si reinventa ed esplode
Centrale Fies abbandona la formula festival per reinventarsi come centro e polo culturale di innovazione e sperimentazione. Questa la nota pubblicata sulla pagina facebook del festival il 27 aprile 2021:
"Al 41esimo anno di un festival storico come Drodesera arriva la scelta di accendere e riaprire più e più volte ai lavoratori e alle lavoratrici dello spettacolo dal vivo - così come ai suoi pubblici -, lo spazio unico e iconico di Centrale Fies, la centrale idroelettrica di Hydro Dolomiti Energia/
Dolomiti Energia, facendo risuonare la programmazione esplosa al reale ritmo lavorativo del centro.
Questa trasformazione è un modo per riconvertire idealmente l’impresa culturale, prendendo parte a una riflessione collettiva che spinge all’azione e alla cura delle arti performative e di chi vi ci lavora, in un’epoca così scivolosa e oscura: dare una casa-rifugio tutto l’anno, trovare e mettere risorse per non fermare lo studio e la ricerca in attesa della riapertura al pubblico, attraversare insieme il presente.
𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵é 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗲 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝘀𝗶 𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝘀𝗰𝗲𝗻𝗮, 𝗺𝗮 è 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼, 𝗱𝗲𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼, 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗼.
Per insistere su questo nodo il festival estivo Drodesera lascia il posto a una programmazione esplosa e strettamente legata al lavoro quotidiano di Centrale Fies.
𝙋𝙚𝙧 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙞𝙡 2021 𝙖 𝘾𝙚𝙣𝙩𝙧𝙖𝙡𝙚 𝙁𝙞𝙚𝙨 𝙨𝙖𝙧à 𝙥𝙤𝙨𝙨𝙞𝙗𝙞𝙡𝙚 𝙫𝙚𝙙𝙚𝙧𝙚 𝙥𝙪𝙗𝙗𝙡𝙞𝙘𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙜𝙡𝙞 𝙚𝙨𝙞𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙥𝙚𝙧𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 di nuove modalità di progettazione orizzontale, di curatele esplose e di affondi su specifici temi e assi storici della ricerca che finalmente trovano lo spazio più adatto senza i compromessi della kermesse estiva.
I pubblici di Centrale Fies avranno la possibilità di vedere da vicino prove aperte, produzioni, performance, exhibit, e di fruire degli incontri sulle linee di lavoro e sulle politiche culturali, in questo momento è importante esserci con sempre più costanza.
Centrale Fies mette a disposizione di artisti e artiste, di un territorio e di una politica culturale in continua evoluzione, 𝙪𝙣𝙖 𝙗𝙤𝙖𝙧𝙙 𝙘𝙪𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖𝙡𝙚 𝙛𝙡𝙪𝙞𝙙𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙥𝙤𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙖 𝙘𝙪𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞 𝙚 𝙘𝙪𝙧𝙖𝙩𝙧𝙞𝙘𝙞, 𝙨𝙤𝙘𝙞𝙤𝙡𝙤𝙜𝙝𝙚, 𝙖𝙧𝙩𝙞𝙨𝙩𝙞, 𝙧𝙞𝙘𝙚𝙧𝙘𝙖𝙩𝙧𝙞𝙘𝙞.
La Direzione Artistica di
Barbara Boninsegna immerge Centrale Fies in una pratica costante, dall’ottica orizzontale, assieme a una crew che entra nello specifico dei diversi territori delle arti contemporanee: 𝗱𝗮𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗲, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗰𝗲 𝗮𝗿𝘁 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝗻𝗴 𝗮𝗿𝘁, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗮𝗿𝘁𝗶 𝘃𝗶𝘀𝗶𝘃𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗿𝗺𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗮𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗻𝗰𝗲.

Simone Frangi (docente universitario, curatore di Arti Visive e Performance, Senior curator biennale del Mediterraneo 2021), Claudia D'Alonzo (ricercatrice, docente, esperta di arti digitale), Filippo Andreatta (fondatore di OHT e curatore teatrale), @Mackda Magada Ghebremariam Tesfaù (ricercatrice e attivista per Il Razzismo è una Brutta storia), Justin Randolph Thompson (artista e fondatore di Black History Month Florence), Denis Isaia (curatore del museo MART), Maria Chemello (curatrice esecutiva) e, per l’anno 2021, l’artista Marco D'Agostin."