Concorrente ComunicaFestival 2022
PRESENTAZIONE DEL FESTIVAL
Il festival di Radicondoli ha scelto e sviluppato da tempo di delineare una narrazione e articolazione spettacolare sintonizzata sulle caratteristiche architettoniche e ambientali del contesto territoriale tanto nell’approccio agli spazi fisici quanto nelle linee di ricerca artistica, strutturando molto spesso gli spazi scenici in simbiosi con il contesto naturalistico e limitando a pochissimi elementi basici gli allestimenti tecnici. E se questo periodo ha messo a dura prova lo spettacolo dal vivo, dall’altro rappresenta anche un'opportunità per riaffermare la vocazione e l’identità del Festival, fortemente legata all’uso dello spazio naturale che diventa scenografia e al rapporto diretto e coinvolgente con il pubblico
Un luogo magmatico dove si intersecano differenti linguaggi, dalla danza ai segni visivi contemporanei, alla musica, agli spazi video e sonori e che fa anche tesoro delle esperienze del territorio intorno alle tematiche culturali e alla capacità associazionistica.
Il disegno dell’uomo, le orme della memoria e gli sguardi su gli altri e gli sguardi degli altri verso il nostro mondo, sono tutte linee che si intersecheranno con una maggiore convinzione e adesione a un progetto maturo e consapevole anche da parte della comunità. Per noi che siamo responsabili di una progettazione culturale diventa quindi necessario elaborare delle pratiche lungimiranti di gestione, superare i formalismi e ragionare come una bottega artigianale, in cui la produzione è assistita da un processo continuo e magmatico di scambi e relazioni con il mondo esterno.
Nella piccola dimensione di festival decentrato e di risorse contenute, Il festival di Radicondoli cerca di porsi all’ascolto, e di andare al di là del proprio orticello programmatico, per stabilire un rapporto dialettico e costruttivo con i professionisti del territorio, per costruire un circolo virtuoso di saperi fra istituzione teatrale, professionisti e comunità, proficuo e nutriente per tutti.
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO GRAFICO
Come complicarsi la vita e guardare le nuvole
In maniera parallela e complementare al festival di teatro oramai consolidato a livello nazionale, abbiamo voluto anche valorizzare attraverso l’evento artistico alcuni luoghi che per motivi diversi nel corso degli ultimi anni sono stati dismessi o male utilizzati e rivitalizzarli in una nuova dimensione in rapporto con la comunità.
Una nuvola è anche un'isola, è un posto dove vorresti andare, nasconderti e volteggiare. È un tappeto volante e un'astronave, un nascondiglio, un cuscino dove atterrare è tutto quello che la tua immaginazione potrà vedere e se la immagini c'è, se la disegni la porti con te ma se la perdi la vorrai ritrovare e questo continuo immaginare, sperare, sognare e amare è tutto un sistema per complicare, complicarci la vita sì, è quello che per fortuna continuiamo a fare.
L'artista trae ispirazione dal capitolo primo del Piccolo Principe, dove l'autore racconta tramite una storia d'infanzia l'incomprensibilità degli adulti nei confronti dei disegni dei bambini, i quali razionalizzando le immagini, perdono il senso vivo dell'immaginazione.
L'opera si compone dell'immagine di due bambine riprese nell'atto di disegnare il cielo con due grandi gessi: uno di colore bianco ed uno azzurro.
Dispettose ed irriverenti si divertono a cambiare continuamente il cielo, a disegnare le nuvole che i grandi cercano di capire, a mostrare le stelle che ci permettono di navigare.
L'immagine è collocata su di una grande lastra di acciaio specchiato formato da una pavimentazione che volge all'infinito.
Posta nella terrazza panoramica del Comune di Radicondoli, riflette il cielo sovrastante, effimero e mutevole.
L'artista pone un cambio prospettico, dove il focus non è più sul caratteristico e permanente panorama circostante, ma sul cielo . È un invito a navigare liberi con la potenza della nostra immaginazione.
